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Al degrado della Loggia dei Mercanti, l’assessore del Corno risponde con la “mediazione culturale”

I partigiani dell’Anpi, stanchi del degrado e dell’incuria che caratterizzano la Loggia dei Mercanti, chiedono l’intervento del Comune di Milano. L’assessore alla Cultura Del Corno li gela con una risposta che suona quasi come una presa in giro. Anche nel tono. “Inorridisco quando sento che serve la repressione per governare il decoro della Loggia dei Mercanti”, ha affermato Del Corno. “Il problema si risolve con la mediazione culturale, non solo con polizia o esercito”. In che cosa consista questa supposta mediazione culturale non è dato sapere, e nemmeno chi la dovrebbe attuare. (Continua dopo la foto)

La Loggia dei Mercanti

Quello che è certo è che le parole dell’Assessore, pronunciate durante la riunione delle commissioni Urbanistica e Cultura di Palazzo Marino sul progetto di contrasto al degrado della Loggia, hanno sollevato un vespaio. E appaiono ancora più inopportune in un periodo in cui le forze dell’ordine, con un comunicato del Nuovo Sindacato dei Carabinieri, chiedono più tutele e sicurezza. La questione riguarda anche l’Anpi perché nella Loggia dei Mercanti sorgono due installazioni in vetro volute dalla partigiana Cini Boeri. (Continua dopo la foto)

La richiesta di intervento, in ogni caso, era più che giustificata: sabato scorso presso la Loggia c’è stata una violenta rissa che ha coinvolto bande di adolescenti. Inoltre è stata denunciata la continua presenza di rifiuti provenienti dal vicino fast food. Il presidente dell’Anpi Milano, Roberto Cenati, ha chiesto maggiore illuminazione, pulizia, telecamere di sorveglianza e un presidio fisso della polizia locale. La risposta è stata: no alla polizia, sì alla mediazione culturale. La replica del capogruppo regionale di Forza Italia Comazzi non si è fatta attendere: “La risposta di Del Corno”, ha detto, “è inaccettabile. Spetta al Comune

contrastare il degrado e l’insicurezza. È paradossale che l’assessore chieda a privati cittadini di tramutarsi in pedagoghi, insegnando agli scalmanati le regole del buon vivere comune”.

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