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Approvato il piano Ue sul gas, consumi ridotti in caso di emergenza: spunta anche il price cap

Il piano d’emergenza sul gas è stato approvato. Dopo varie trattative e compromessi per ridurre i tagli ai consumi, i ministri dell’Energia dei Paesi dell’Unione europea hanno votato tutti a favore. Tutti, tranne l’Ungheria, anche se il suo voto contrario è stato ininfluente. Questa decisione, scrive Reuters, arriva dopo che Bruxelles nei giorni scorsi ha più volte esortato gli Stati membri a prepararsi per l’inverno risparmiando e immagazzinando più gas possibile. Il timore è che Mosca decida di interrompere del tutto il flusso come risposta alle sanzioni economiche imposte dall’occidente. Nel piano approvato dal Consiglio affari energia, si legge come sia stata approvata la riduzione dei consumi del 15% con alcune deroghe specifiche. Ad esempio, per alcuni il taglio può essere anche solo del 7%. Per ottenere questa concessione, lo Stato deve dimostrare che la sua «interconnessione con altri Stati membri in capacità tecnica di esportazione rispetto al loro consumo annuale di gas nel 2021 è inferiore al 50%» e che la capacità dei gasdotti «verso altri Stati membri è stata effettivamente utilizzata per il trasporto di gas a un livello di almeno il 90% fino al mese prima». In poche parole, deve dimostrare di aver fatto di tutto per fare a meno del gas russo.

Salary cap

Se in un primo momento Paesi come Portogallo, Spagna e Italia erano contro il taglio indiscriminato dei consumi al 15%, questo documento dimostra come si sia venuto incontro ai dubbi dei più scettici. Come fa notare Ansa, nel piano infatti è presente anche un riferimento al price cap richiesto, tra gli altri, anche dall’Italia. «In seguito alla richiesta del Consiglio europeo, la Commissione sta anche esplorando i modi per frenare l’aumento dei prezzi dell’energia», si legge tra i «considerando» iniziali del documento, «compresa la possibilità di introdurre dei tetti temporanei ai prezzi delle importazioni». Rimane critica la Grecia. Sebbene abbia votato favorevole, in un “non paper” ha sottolineato alcune criticità di questo provvedimento. In particolare, di come si basi su «decreti amministrativi e moral suasion piuttosto che su incentivi al risparmio energetico» e di come i risparmi siano «difficilmente quantificabili».

«Non ci dividerai»

Questo accordo, secondo il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck, dovrà mostrare a Vladimir Putin che l’Europa rimane unita nonostante le sue minacce: «Non ci dividerai». Un messaggio di unione ribadito anche dalla commissaria Ue all’energia, Kadri Simson: «Dobbiamo agire ora, dobbiamo prepararci». Plaude all’esito della votazione del Consiglio anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: «È un passo decisivo per affrontare la minaccia di un’interruzione totale del gas», scrive in un tweet, «grazie alla decisione odierna, l’Europa è ora pronta ad affrontare la sua sicurezza energetica, come Unione».

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