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Blocco del petrolio russo, c’è un accordo parziale

«Ci avviciniamo al punto in cui la Russia dovrà deporre le armi» ha dichiarato il presidente ucraino Zelensky

La Turchia sarebbe pronta a ospitare un meeting tra Russia, Ucraina e Nazioni Unite.

Le forze russe avanzano nella regione del Donbass e più in generale nell’est dell’Ucraina, mentre nel sud del Paese consolidano l’occupazione nelle città già conquistate. Come a Mariupol, dove emergono sempre più agghiaccianti atrocità: su tutte le decine di cadaveri di civili ammassate in un supermercato.

Anche la regione di Kharkiv continua a essere presa di mira dai missili. Zelensky ha voluto constatare di persona i danni subiti dalla seconda città dell’Ucraina e ha deciso di licenziare il capo della sicurezza locale per «non aver fatto il suo lavoro nel difendere la città».

Qui tutti gli aggiornamenti di ieri.

Le altre misure del pacchetto europeo

Il pacchetto di sanzioni europee sul quale si è trovato l’accordo a tarda notte, aggiunge Michel, include altre «misure incisive»: lo scollegamento da Swift della più grande banca russa Sberbank, divieto di altre tre emittenti statali russe «e sanzioni per individui responsabili di crimini di guerra in Ucraina».

keystone-sda.ch / STR (Geert Vanden Wijngaert)

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

L’accordo parziale sull’embargo al petrolio russo

I leader europei hanno raggiunto un accordo parziale per vietare l’esportazione di petrolio russo nell’Ue. Lo ha confermato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel pochi minuti prima di mezzanotte. «Questo copre immediatamente più dei due terzi delle importazioni di petrolio dalla Russia, tagliando un’enorme fonte di finanziamento per la sua macchina da guerra. Massima pressione sulla Russia per porre fine alla guerra». 

#Unity

Agreement to ban export of Russian oil to the EU.

This immediately covers more than 2/3 of oil imports from Russia, cutting a huge source of financing for its war machine.

Maximum pressure on Russia to end the war.

#EUCO

— Charles Michel (@eucopresident) May 30, 2022

Il ritorno alla via diplomatica si avvicina

Ci stiamo avvicinando al punto in cui la Russia dovrà deporre le armi e ricorrere alla via diplomatica, per concludere il conflitto in Ucraina. Ne è convinto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «La situazione nel Donbass nel suo insieme rimane estremamente difficile. L’esercito russo sta cercando di radunare forze preponderanti per esercitare una pressione sempre maggiore sui nostri difensori. Lì, nel Donbass, è ora raccolta la massima potenza di combattimento dell’esercito russo. Alcuni altri insediamenti rimangono obiettivi chiave per gli occupanti in questa direzione», ha affermato Zelensky nel consueto discorso serale. 

«La lotta per la regione di Kherson continua. Passo dopo passo stiamo liberando la nostra terra e gradualmente ci avviciniamo al punto in cui la Russia dovrà deporre le armi, contare tutti i morti e passare alla diplomazia. Dovremo sicuramente farlo».

Esercitazioni bielorusse vicino al confine ucraino

Il 22 giugno la Bielorussia darà il via a una serie di esercitazioni militari nella regione di Gomel, nei pressi del confine con l’Ucraina. Lo ha confermato l’ufficiale militare bielorusso Andrei Krivonosov, come riportato dai media ucraini.

Anche Zelensky ha parlato con Erdogan

Non solo Vladimir Putin: il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio anche con Volodymyr Zelensky, come ha twittato quest’ultimo. Tra Kiev e Ankara è in corso un «dialogo continuo», ha spiegato il leader ucraino: si è discusso delle «minacce alla sicurezza alimentare poste dall’aggressore e sui modi per sbloccare i porti». «Apprezziamo l’aiuto» offerto dalla Turchia e finalizzato al raggiungimento della pace, ha concluso Zelensky.

Continued dialogue with 🇹🇷 President @RTErdogan. Discussed threats to food security posed by the aggressor & ways to unblock 🇺🇦 ports. Held discussions on cooperation in the security sphere. Unanimously agree on the need to restore peace. We appreciate 🇹🇷’s help in this process.

— Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) May 30, 2022

Reporter francese ucciso, avviata un’indagine

La procura nazionale antiterrorismo (Pnat) francese ha annunciato oggi l’apertura di un’indagine sui crimini di guerra dopo la morte di un giornalista di Bfmtv ucciso nell’Ucraina orientale mentre accompagnava i civili a bordo di un autobus umanitario vicino a Severodonetsk. L’indagine affidata all’Ufficio centrale per la lotta ai crimini contro l’umanità, il genocidio e i crimini di guerra (Oclch) riguarda anche le ferite subite dal collega che era con lui, ha affermato il Pnat. Almeno altre cinque indagini per atti commessi contro cittadini francesi in Ucraina sono state aperte dal Pnat dall’inizio della guerra. (fonte ats)

Distrutte armi italiane? Roma nega

Il ministero della Difesa di Mosca ha annunciato di aver distrutto una postazione nemica «dove i nazionalisti avevano posizionato artiglieria (howitzer) inviata dall’Italia». I militari russi hanno pubblicato anche un video in cui si mostra un sito circondato da alberi che viene colpito da un bombardamento aereo. Da Roma, però, fonti della Difesa hanno escluso «la possibilità», smentendo che il sito distrutto «contenesse materiali di provenienza italiana». (fonte ats)

La cittadinanza russa per gli orfani ucraini

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto sull’acquisizione semplificata della cittadinanza russa per minori ucraini rimasti orfani o lasciati senza cure genitoriali, in particolare nei territori occupati. Lo riferisce Ukrainska Pravda, citando un documento pubblicato dall’agenzia russa Ria Novosti. Ad avviare la procedura potranno essere tutori dei bambini ucraini che siano cittadini della Federazione Russa, dell’Ucraina o residenti nelle regioni di Donetsk e Luhansk. In alternativa, la cittadinanza per il minore potrà essere richiesta dal capo dell’Organizzazione per orfani e bambini lasciati senza cure parentali nei territori occupati, a Zaporizhzhia o nella regione di Kherson, se il bambino è posto sotto supervisione in tale organizzazione, oppure dal capo dell’autorità di tutela che agisce come tutore o custode del bambino. (fonte ats)

Si combatte lungo tutta la linea del fronte, dice l’arcivescovo

«Pesanti combattimenti si stanno svolgendo lungo tutta la linea del fronte. Battaglie più importanti sono in corso nei pressi di Severodonetsk, importante centro amministrativo e industriale della regione di Lugansk». Lo fa sapere l’arcivescovo di Kiev nel suo videomessaggio quotidiano.

«Le nostre truppe – dice Sviatoslav Shevchuk nel 96esimo giorno di guerra in Ucraina – stanno difendendo coraggiosamente la propria terra, ma i russi hanno schierato l’aviazione, l’artiglieria e altri tipi di armi letali che l’uomo abbia mai inventato. La situazione è difficile anche in altre parti del fronte, a Donetsk, ma siamo semplicemente stupiti per il coraggio e la resistenza delle nostre forze ucraine. I russi stanno prendendo di mira altre regioni dell’Ucraina, in particolare Mykolaiv e Odesa. I bombardamenti persistono nel territorio al confine con la Russia, nella parte nord del paese. Il nemico sta bombardando la città di Charkiv e la sua regione, la regione di Sumy e la regione di Chernihiv». (fonte ats)

In tribunale il primo caso di stupro di guerra

Il primo caso di stupro nella guerra in Ucraina è stato portato in tribunale. Lo ha annunciato la procuratrice generale ucraina, Iryna Venediktova, su Twitter, aggiungendo che l’imputato è «un militare del 239° Reggimento della 90° Divisione corazzata della Guardia Vitebsk-Novgorod delle Forze armate russe». L’uomo «sarà processato per il presunto omicidio del marito e per violenza sessuale di gruppo contro sua moglie», ha spiegato Venediktova. (fonte ats)

Poroshenko è riuscito a lasciare l’Ucraina

L’ex presidente ucraino Petro Poroshenko è riuscito a lasciare l’Ucraina, dopo altri due tentativi falliti, per partecipare a una conferenza del Partito popolare europeo a Rotterdam. Poroshenko ha una esenzione dal richiamo al servizio militare. Il blocco alla sua uscita dal paese, venerdì e sabato, era legata a problemi con i suoi documenti.

Poroshenko è accusato di alto tradimento, con l’accusa di aver stretto accordi con i separatisti filorussi dell’est del Paese, fra cui un contratto dell’equivalente di circa 100 milioni di euro per l’acquisto di carbone. (fonte ats)

keystone-sda.ch

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

L’appello di Zelensky ai leader Ue

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è intervenuto al vertice straordinario del Consiglio Europeo, come era nelle attese, ribadendo il grazie di Kiev all’Europa per il sostegno avuto sin qui, anche per l’invio di armi. Ma non nascondendo la necessità di nuove forniture militari, per un paese alle prese con un aggressione. Un intervento di circa dieci minuti, riferiscono fonti europee, in cui Zelensky ha invitato l’Europa a restare unita, a non dividersi sulle sanzioni che vanno approvate in tempi rapidi, «il prima possibile». (fonte ats)

Gazprom blocca le forniture all’Olanda

L’azienda statale russa Gazprom interromperà le forniture di gas all’Olanda a partire da domani, dopo che la società distributrice GasTerra ha rifiutato il pagamento in rubli. Lo riferisce il sito Nl Times, spiegando che la società russa avrebbe dovuto fornire due miliardi di metri cubici di gas da qui al primo ottobre, quando doveva scadere l’attuale contratto. «GasTerra ha deciso di non accettare le richieste unilaterali di pagamento da parte di Gazprom» si legge in un comunicato della società. «In risposta a questa decisione di GasTerra, Gazprom ha annunciato l’interruzione della fornitura con effetto dal 31 maggio 2022». La compagnia olandese ha comunque assicurato di aver già provveduto a comprare gas da altre fonti. (fonte ats)

Prodotti agricoli russi, Putin ci riprova

«Alla luce dei problemi sul mercato alimentare mondiale, verificatisi a causa dell’imprudente politica finanziaria ed economica dell’Occidente, la Russia può esportare considerevoli quantità di fertilizzanti e prodotti agricoli se le sanzioni anti-russe saranno tolte». È quanto ha detto il presidente russo Vladimir Putin al leader turco Recep Tayyip Erdogan nell’odierno colloquio telefonico, secondo quanto riportato dal Cremlino citato dalla Tass. Putin ha anche sottolineato «la disponibilità della Russia a facilitare il transito marittimo senza ostacoli di merci in coordinamento con i partner turchi». Putin ha aggiunto che «questo vale anche per il grano dai porti ucraini». (fonte ats)

keystone-sda.ch / STF (OLIVIER HOSLET)

Ancora niente accordo sull’embargo del petrolio russo.

L’accordo sul bando al petrolio russo ancora non c’è

I leader europei non sono riusciti a raggiungere un accordo condiviso sull’embargo al petrolio russo. Lo riferisce l’agenzia stampa Reuters. «Non c’è alcun compromesso in questo momento», ha affermato il primo ministro ungherese Viktor Orban. La posizione di Budapest rimane cruciale: l’Ungheria sarebbe pronta a sostenere un accordo se «ci fossero soluzioni per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico ungherese, ora non l’abbiamo» ha aggiunto Orban. «Non ci siamo ancora» ha confermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

L’intesa potrebbe arrivare al prossimo vertice Ue del 23-24 giugno, ha dichiarato il primo ministro estone Kaja Kallas. Il suo omologo lettone Krisjanis Karins ha aggiunto: «Ci stiamo un po’ impantanando in tutti i dettagli e dimentichiamo il quadro generale. Sono solo soldi», mentre «gli ucraini stanno pagando con la vita».

Un meeting Kiev-Mosca-Onu in Turchia?

Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan hanno avuto un colloquio telefonico per discutere della situazione in Ucraina. Lo rende noto l’ufficio del presidente turco, come riporta la Tass. La Turchia è pronta a organizzare un incontro tra la Russia, l’Ucraina e l’Onu a Istanbul, ha detto Erdogan a Putin. La Turchia è anche pronta a partecipare a un potenziale meccanismo di osservazione in Ucraina se Mosca e Kiev raggiungono un accordo su questo. (fonte ats)

Missili Usa, decisione «ragionevole»

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitri Medvedev giudica «ragionevole» la decisione del presidente statunitense Joe Biden sul rifiuto d’inviare sistemi missilistici a medio raggio all’Ucraina. In caso di attacchi alle sue città, la Russia, aggiunge Medvedev, colpirebbe i centri «decisionali criminali», alcuni dei quali sono «ben lontani da Kiev». (fonte ats)

keystone-sda.ch / STR (Alexei Alexandrov)

Un lanciarazzi in dotazione alla milizia dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk.

Niente missili a medio raggio Usa

Gli Usa non invieranno a Kiev sistemi missilistici (a medio raggio) che possano raggiungere il territorio russo: lo ha detto il presidente Joe Biden. Nei giorni scorsi la Cnn aveva riportato che la Casa Bianca stava preparando un nuovo pacchetto di aiuti militari che avrebbe incluso anche sistemi di missili a medio/lungo raggio. Si tratta del Multiple Launch Rocket System (MLRS) e dell’High Mobility Artillery Rocket System, noto anche come HIMARS, una versione più leggera del primo ma capace di sparare lo stesso tipo di munizioni. Entrambi i sistemi possono lanciare da veicoli mobili raffiche di razzi sino a 300 chilometri contro bersagli terrestri. Ben oltre quindi gli obici Howitzers forniti finora, che hanno una gittata massima di 25 chilometri, e dei missili anti-tank Javelin o di quelli antiaereo Stinger. (fonte ats)

«Più di 22mila morti sotto Mariupol»

Il bilancio degli attacchi russi di Mariupol, giunto finora a 22’000 vittime, potrebbe aumentare in modo significativo: lo afferma il sindaco della cittadina, Vadym Boychenko, sul canale Telegram del Consiglio Comunale, precisando che stanno emergendo nuove sepolture di massa. «Da metà aprile, gli occupanti hanno seppellito almeno 16’000 residenti di Mariupol in fosse comuni vicino ai villaggi di Stary Krym, Mangush e Vynohradne – ricorda – e altre 5000 persone e più sono state sepolte dai servizi di pubblica utilità entro la metà di marzo». È invece di questo mese di maggio la scoperta di nuove fosse comuni. (Fonte ats)

Morto un giornalista francese

Un giornalista francese è stato ucciso dopo che un’auto è stata colpita vicino a Severodonetsk. Lo ha dichiarato il governatore regionale di Lugansk, Serhiy Gaidai, come riporta il Guardian. «Oggi il nostro veicolo blindato di evacuazione – ha detto Gaidai – stava andando a prelevare 10 persone dalla zona ed è finito sotto il fuoco nemico. Le schegge delle granate hanno perforato la corazza dell’auto, un giornalista francese accreditato che stava realizzando un servizio sull’evacuazione è rimasto ferito in modo grave all’altezza del collo e un poliziotto di pattuglia è stato salvato da un elmetto». (Fonte ats)

«Rubato quasi mezzo milione di tonnellate di grano»

La Russia ha rubato all’Ucraina, esportandolo poi illegalmente per conto proprio, quasi mezzo milione di tonnellate di grano. Lo ha annunciato il viceministro per le politiche agrarie e l’alimentazione Taras Vysotskyi, come riferisce un corrispondente di Ukrinform. «Ci sono prove da tutte le regioni temporaneamente occupate: Cherson, Zaporizhia, Luhansk, Donetsk e Kharkiv. Il carico viene portato in Russia, principalmente da Kharkiv, Donetsk, Lugansk o attraverso la Crimea», ha detto Vysotskyi. Gli invasori inizialmente hanno cercato di vendere grano rubato in Egitto e Libano, che però non hanno accettato di acquistare. (fonte ats)

Embargo sul petrolio, si attende l’ok

Il compromesso sull’embargo al petrolio russo, incluso nel sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca, approda sul tavolo del vertice dei leader Ue. Dopo quasi tre giorni di trattative febbrili, gli ambasciatori dei Paesi membri sono riusciti in extremis questa mattina a trovare la quadra per un accordo che deve ora ricevere l’avallo politico dei capi di Stato e di governo, riuniti a partire dalle 16 all’Europa Building per un summit straordinario che si preannuncia incandescente. L’intesa raggiunta dagli sherpa prevede lo stop all’ingresso del greggio russo in Ue in due fasi: prima fermando le importazioni via mare, e poi, solo in un secondo tempo, procedendo con il blocco del petrolio proveniente dagli oleodotti, compresso quello dell’Amicizia, che collega la Russia a Ungheria e Germania. Uno schema che dovrebbe così andare incontro alle preoccupazioni dell’Ungheria e dei Paesi dell’Europa centro-orientale. A questo punto è atteso un ok politico dei leader, che si confronteranno sul sesto pacchetto di sanzioni come primo punto in agenda. (fonte ats)

Reuters

La ministra degli Esteri francese Catherine Colonna, oggi a Bucha, rende omaggio ai soldati caduti.

Bomba a Melitopol, sotto controllo russo

Una forte esplosione è stata sentita questa mattina nel centro della città ucraina orientale di Melitopol, controllata dai russi. La deflagrazione è stata causata da un’autobomba, secondo quanto afferma Mosca, che accusa l’Ucraina. «E’ stato un cinico atto di terrorismo del regime di Kiev: un atto destinato a terrorizzare gli abitanti della nostra città. Un atto diretto contro i civili», accusa la sindaca di Melitopol, Galina Danilthenko, dell’amministrazione filorussa instaurata dalle forze di Mosca, che ha detto che i feriti nell’attentato sono dei «giovani volontari che portavano aiuto umanitario». (fonte ats)

Un uomo durante le proteste per la chiusura dell’Associazione, lo scorso dicembre.

La Russia ha bloccato l’accesso al sito dell’Ong per i diritti umani Memorial

L’Associazione era stata chiusa da una decisione della Corte Suprema, lo scorso dicembre

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Verso la riconquista di Kherson?

Nella città portuale del Sud del Paese, Kherson, l’esercito ucraino afferma di aver lanciato una controffensiva nel tentativo di recuperare le terre conquistate dalla Russia, forse preannunciando una nuova fase dei combattimenti. «Kherson resiste, siamo vicini», ha twittato lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, citato dalla Bbc. Kherson è stata la prima grande area a cadere dopo l’invasione delle forze russe a febbraio. Il quartier generale militare ucraino ha affermato in un comunicato che le sue forze hanno sfondato una linea di difesa russa spingendola in un terreno meno favorevole e minacciano le vie di rifornimento della Russia sui ponti sul fiume Dnipro. (fonte ats)

Nel Donbass la Russia avanza senza freni

La resistenza ucraina comincia a sgretolarsi sotto la pressione russa ad Est, ne dà conferma direttamente alla BBC il consigliere alla Difesa ucraino Yury Sak. «La situazione è estremamente seria», ha dichiarato Sak, «la Russia sta accerchiando le nostre truppe, che ormai si sono asserragliate e si stando difendendo. Gli aggressori hanno una superiorità soverchiante per quanto riguarda la potenza di fuoco e l’artigliera. Continuano a bombardare tutti i giorni e a tutte le ore». Da qui l’appello all’Occidente: «Abbiamo bisogno di armi pesanti, le stiamo aspettando da tempo ormai».

Getty

Soldati ucraini, nelle rovine di Kharkiv.

Superato il milione e mezzo di rifugiati in Russia

Più di 1 milione e 550 mila rifugiati sono arrivati sul territorio della Federazione dalle (autoproclamate) repubbliche di Donetsk e Lungansk e dall’Ucraina. Lo ha dichiarato oggi una fonte delle forze dell’ordine all’agenzia russa Tass. «Secondo gli ultimi rapporti, oltre 1 milione e 550 mila persone sono arrivate in Russia dall’Ucraina e dalle repubbliche del Donbass, tra cui più di 254’000 bambini», ha affermato la fonte, aggiungendo che la maggior parte delle persone è arrivata dalle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. (Fonte ats)

La nascita di un nuovo Azov

Una nuova unità del battaglione Azov è stata costituita nella città ucraina orientale di Kharkiv. Lo ha annunciato su Telegram il comandante Kraken Konstantin Nemichev, riportato da Unian. «Oggi, l’unità Azov SSO Kharkiv è stata ufficialmente costituita nella città. Questa è un’altra delle nostre unità di combattimento che opererà nella regione di Kharkiv e libererà la nostra terra dagli occupanti», ha scritto Nemichev indicando che il comandante della nuova unità è Anatoliy Sydorenko. (Fonte ats)

Due feriti dopo un’esplosione

Una forte esplosione è stata sentita questa mattina nel centro della città ucraina orientale di Melitopol, il fumo nero si è diffuso nella zona. Lo ha riferito Vladimir Rogov, membro del consiglio principale dell’amministrazione militare-civile della regione di Zaporizhzhia, citato dall’agenzia russa Ria Novosti. Rogov ha sostenuto che dietro l’esplosione c’è un gruppo ucraino di sabotaggio. A sua volta, una fonte dell’amministrazione di Melitopol ha detto che un’auto è esplosa, parcheggiata vicino a uno degli edifici del municipio. Ha aggiunto che due persone sono in ospedale. (Fonte ats)

Atteso per oggi l’accordo sull’embargo del petrolio

«Penso che nel pomeriggio potremo offrire un accordo ai capi di Stato e di governo». Lo ha detto l’Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrel a Radio Info parlando delle trattative tutt’ora in corso per decidere restrizioni alle importazioni di petrolio russo nel sesto pacchetto di sanzioni alla Russia. A Borrell è stato chiesto se al Consiglio europeo oggi ci sarà il veto dell’Ungheria. «No, non penso», ha risposto, «alla fine ci sarà un accordo». «La parola embargo non è esatta», si vuole «fermare l’acquisto del petrolio russo da parte dei paesi europei», «bisogna decidere all’unanimità quindi ci sono trattative». (fonte ats)

«Perdite devastanti tra gli ufficiali russi»

«La Russia ha subito perdite devastanti tra i suoi ufficiali di medio e basso rango», lo scrive su Twitter il Ministero della Difesa britannico nel suo ultimo rapporto di intelligence. «La perdita di gran parte della generazione più giovane di ufficiali professionisti aggraverà probabilmente i problemi di modernizzazione del suo approccio al comando e al controllo», si legge. «La mancanza di comandanti esperti, le molteplici e credibili segnalazioni di ammutinamenti localizzati tra le forze russe in Ucraina, potrebbe portare a un ulteriore calo del morale e a una continua scarsa disciplina». (fonte ats)

«Le forze russe avanzano nel centro di Severodonetsk»

Le forze russe sono avanzate verso il centro della città dell’Ucraina orientale di Severodonetsk: «I russi stanno avanzando verso il centro della città. I combattimenti continuano, la situazione è molto difficile». Lo rende noto su Telegram Sergei Gaidai, capo della regione di Lugansk. Gaidai aggiunge che i «soldati russi uccisi non vengono portati via, l’odore di decomposizione ha riempito la zona».

In Russia grano della regione di Kherson

La regione di Kherson ha iniziato ad esportare il grano dell’ultimo raccolto in Russia, ha detto alla Tass Kirill Stremousov, vice capo dell’amministrazione militare-civile della regione ucraina attualmente amministrata dalla Russia. «Qui c’è molto grano e spazio per nuovi raccolti, – ha detto -. Ne hanno esportato una parte dopo un accordo con gli acquirenti dalla Russia». Sarebbero in corso anche trattative sulle consegne di semi di girasole per la produzione di olio negli stabilimenti locali e russi, ha aggiunto Stremousov. Ha anche affermato che la regione sta già programmando i raccolti invernali e che «i lavori dovrebbero iniziare il 20 giugno». (fonte ats)

L’esercito russo nella periferia di Severodonetsk

L’esercito russo è entrato nella periferia di Severodonetsk. Lo ha annunciato lo Stato maggiore delle forze armate ucraine su Facebook, citato da Unian. «Nella direzione di Severodonetsk, le truppe russe sono consolidate alla periferia nord-orientale e sud-orientale della città. Per rafforzare le unità, Mosca ha trasferito munizioni ed equipaggiamento dal territorio della Federazione», si legge nella nota. Nella direzione di Donetsk, l’offensiva russa si sta concentrando su operazioni per accerchiare le truppe ucraine nei distretti di Lysychansk e Severodonetsk e bloccare le principali rotte logistiche. (fonte ats)

AFP

Bombardamenti nella città di Severodonetsk.

Lavrov: «Putin non è malato»

Nella stessa intervista a Tf1, Lavrov ha parlato anche delle condizioni di salute del presidente Vladimir Putin, smentendo la notizia di una malattia. «Non credo che qualcuno sano di mente possa vedere in lui segni di una malattia o di qualsiasi altro disturbo» ha dichiarato. 

Lavrov: «La priorità assoluta è liberare Donetsk e Lugansk»

«La nostra priorità assoluta è la liberazione delle regioni di Donetsk e Lugansk, che ora sono riconosciute dalla Federazione Russa come Stati indipendenti. Il nostro obiettivo è ovviamente spingere l’esercito e i battaglioni ucraini fuori da queste regioni», ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un’intervista all’emittente francese Tf1, citato dalla Cnn. Alla domanda se la Russia intenda annettere i territori del Donbass, Lavrov ha risposto: «Non si tratta di annessione. Si tratta di un’operazione militare richiesta dalle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk». (fonte ats)

Attacco aereo su Novyi Buh

Ieri sera le forze russe hanno colpito la città di Novyi Buh, nell’oblast meridionale ucraino di Mykolaiv. Lo riportano le autorità locali, citate dal Kyiv Independent. Il Consiglio comunale di Novyi Buh ha riferito che la parte centrale della città ha subito danni significativi a causa di un attacco aereo russo. Al momento non sono disponibili informazioni riguardo alle vittime. (fonte ats ans)

«La Nato ha il diritto di intervenire»

La Nato ha il diritto di schierarsi nell’Europa orientale, ha detto il vicesegretario generale della Nato Mircea Geoana a France-Presse. Lo riferisce The Guardian. Mosca ha «privato di qualsiasi contenuto» il patto tra Nato e Russia, attaccando l’Ucraina e interrompendo il dialogo con l’alleanza, ha spiegato. Geoana non ha fornito dettagli su un eventuale dispiegamento pianificato, ma ha affermato di prevedere «una presenza solida, flessibile e sostenibile».

Keystone

Un edificio residenziale di Kharkiv semidistrutto

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