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Carfagna lascia Forza Italia per Carlo Calenda: “Scelgo Azione per salvare il Paese dagli estremismi, Meloni al governo un’incognita”

Giorni di tentennamenti, poi la decisione ufficiale. Mara Carfagna dice addio a Forza Italia e formalizza la sua adesione e candidatura alle prossime elezioni del 25 settembre con Azione, il partito di Carlo Calenda. La ministra per il Sud e la Coesione territoriale è arrivata a questo punto dopo giorni di lunghe riflessioni, prendendosi più tempo rispetto ai colleghi di partito e di governo Mariastella Gelmini e Renato Brunetta, che ‘a caldo’ dopo la caduta dell’esecutivo di Mario Draghi avevano polemicamente detto addio a Forza Italia.

Quello di Carfagna è stato invece un processo più lungo, “più difficile, anche umanamente per la riconoscenza che devo a Silvio Berlusconi”, spiega in una intervista al Corriere della Sera. La scelta di Azione e di passare con Calenda invece è stata a suo modo semplice: “Rappresenta a mio giudizio l’unica proposta politica capace di salvare il Paese da una nuova stagione di estremismi”.

Una proposta, spiega il ministro, “europeista, liberale, garantista, fedele al patto europeo e occidentale, capace di dire la verità agli elettori, di prendere impegni seri e poi di rispettarli fino in fondo, e quindi in sintonia con ciò in cui credo da sempre”. Da cittadina, aggiunge Carfagna, il suo premier ideale è quello che ancora oggi siede a Palazzo Chigi, ovvero Mario Draghi. “E i sondaggi ci dicono che oltre metà degli italiani, compresi tanti elettori del centrodestra, la pensa allo stesso modo”, spiega l’ormai ex Forza Italia.

Se questo non dovesse accadere, se Draghi non potesse essere confermato presidente del Consiglio, “il nostro compito è continuare ad applicare il metodo di lavoro sperimentato fino al 20 luglio: pragmatismo, serietà, capacità di decidere”.

Quanto al suo ex campo di centrodestra, il giudizio di Carfagna su Giorgia Meloni, favorita nella corsa a Palazzo Chigi, è netto. Non per il pericolo di una deriva fascista, come si sente a sinistra, ma per l’incapacità di governare un Paesealle prese con la crisi del gas, l’Italia dove cala il potere di acquisto, della disoccupazione record, degli investitori che fuggono, ha bisogno di gente che sappia governare. Meloni sotto questo profilo è quantomeno un’incognita”.

Quindi un commento sul caso che ha terremotato l’agenda politica da giovedì, ovvero le possibili influenze russe sulla crisi politica che ha portato alla caduta di Draghi. “Nel 2018, il Contratto di governo stipulato dalla Lega con i Cinque Stelle definiva la Russia “interlocutore strategico”. Le relazioni di Salvini e Meloni con Viktor Orbán, che in questo momento è una sorta di quinta colonna russa in Europa, non sono mai state interrotte. L’ambiguità è nei fatti, non è un’opinione, e ogni timore è fondato”, ricorda il ministro.

All’intervista della ministra ha risposto dagli studi televisivi di Agorà sui Rai3 Giorgio Mulè, sottosegretario alla Difesa e deputato di Forza Italia, pasdaran del berlusconismo. Mulè ha ricordato che “storicamente chi molla Forza Italia è stato punito dagli elettori che ne riconoscono l’incoerenza. I valori di Forza Italia sono quelli che decliniamo ogni giorno nella nostra attività e sono quelli dell’atlantismo, dell’europeismo e del liberalismo”.

Quindi la stoccata alla stessa Carfagna e alla Gelmini, entrambe passate nel partito di Carlo Calenda: “I ministri che hanno deciso di lasciare Forza Italia hanno portato avanti importanti battaglie su questioni rispetto alle quali la sinistra che oggi li accoglie la pensa in modo opposto. Cito su tutti la posizione ferma di Mariastella Gelmini contro la liberalizzazione della droga e quella di Mara Carfagna sull’utero in affitto”.

L’articolo Carfagna lascia Forza Italia per Carlo Calenda: “Scelgo Azione per salvare il Paese dagli estremismi, Meloni al governo un’incognita” proviene da Il Riformista.

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