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Castel San Giovanni, la Città Identitaria dove si fa Arte e si abbassano le tasse

Il sindaco e l’assessore alla Cultura annunciano l’anteprima nazionale de Il Sistema di Sallusti-Palamara con Sylos Labini

In un momento in cui il boom del mercato digitale rischiava di smantellare il tessuto produttivo locale, un comune nel piacentino, della Rete delle Città Identitarie, ha fatto scuola diventando un modello di equilibrio economico. L’amministrazione locale, infatti, non solo è riuscita a mantenere il valore della prossimità, pur ospitando sul suo territorio un colosso del web, ma si è impegnata a sostenere commercianti e artigiani. Di questo e molto altro abbiamo parlato con il sindaco Lucia Fontana e l’assessore Wendalina Cesario.

Wendalina, lei è assessore al Bilancio con deleghe alla Cultura e al Turismo. Meglio fare cassa che arte?
No, assolutamente. Fare arte è un impegno che portiamo avanti alla stessa stregua con cui intendiamo abbassare le tasse, obiettivo che peraltro quest’anno abbiamo già raggiunto. Certo, è innegabile che per gli enti locali esistono delle criticità oggettive su dove destinare le risorse, soprattutto in questo momento storico, ma coniugare bilancio e cultura non è impossibile, lo abbiamo dimostrato.

Il territorio della provincia di Piacenza è stato uno dei più colpiti dall’emergenza, come avete reagito?
Mettendo in campo fin da subito misure di supporto straordinarie, come la Family card, realizzata in collaborazione con Yes!Ticket. Lo strumento, basato sul modello di economia circolare, prevede l’erogazione di un contributo per le famiglie con reddito al di sotto dei 70mila euro, da spendere nei negozi del nostro Comune.

I luoghi della cultura sono ancora chiusi. E’ davvero una scelta necessaria?
Volere è potere. A prescindere dalle decisioni future del governo, noi stiamo già lavorando al palinsesto estivo. Il 19 giugno ospiteremo una grande anteprima nazionale, “Il sistema”, lo spettacolo teatrale di Edoardo Sylos Labini tratto dal libro di Alessandro Sallusti e Luca Palamara.

Una giovane donna in politica. Contro gli stereotipi ha già vinto, verrebbe da dire
Sulla strada per la parità di genere c’è ancora molto da fare. Ma una cosa la devo dire: rifuggo dallo stereotipo femminista, quindi non mi si chiami assessora perché rabbrividisco!

Sindaco Fontana, lei è al suo secondo mandato. La sua comunità l’ha premiata, segnale che sta facendo bene?
Direi di sì, con un risultato molto apprezzabile. Purtroppo il Covid ha scompaginato i programmi, ma resistiamo al meglio.

Nella sua giunta c’è un importante componente femminile. La politica è donna?
Quando i tempi si fanno duri scendono in campo le donne. E’ la testimonianza che il coraggio, la resilienza delle donne fa la differenza.

Come ha reagito economicamente la città alle restrizioni imposte dal governo?
Devo fare i complimenti alla mia comunità per la tenuta davanti a mesi davvero tragici. Siamo a 15 km da Codogno, la prima ondata del virus ci ha travolto in pieno. Il nostro ospedale, presidio unico della Val Tidone, è stato il primo Covid hospital d’Italia. Questo dà il senso di grande generosità e responsabilità dei castellani. Oggi abbiamo la consapevolezza che il percorso è ancora lungo prima di poterci lasciare alle spalle le ricadute economiche e sociali.

La sua ricetta?
Rimboccarsi le maniche, ottimismo e coraggio. Ci sarà un rinascimento.

Per ripartire da dove?
Dalla vita culturale ad esempio, che ha sempre caratterizzato la nostra comunità. Sono molto orgogliosa di tenere a battesimo la prima nazionale del Sistema. Si tratta di un appuntamento di grande rilevanza perché affronta un tema di cui si è parlato, si parla e si parlerà ancora tanto. Spero vedrà la presenza di molte persone nel rispetto, se ci saranno ancora, delle norme anti assembramento.

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