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Che transizione ecologica! Col Dl Semplificazioni addio bonifiche (Ilva compresa) e meno controlli

Doveva essere il governo del Green New Deal, della Transizione ecologica, e altri slogan simili. Su spinta del M5S hanno pure cambiato nome al ministero, peccato che però poi Draghi quella poltrona non l’abbia data ai grillini, ma un ex amico della Leopolda di Renzi, Cingolani. E mentre il governo “verde” ha già autorizzato nuove trivellazioni nell’Adriatico e spinge per nuove colonizzazioni di terreno con pannelli solari, dal Dl Semplificazioni (che si sta discutendo in Consiglio dei Ministri) spunta un altro dettaglio molto preoccupante. In una bozza del decreto, proveniente proprio dal ministero della Transizione ecologica e ripresa da affaritaliani.it, c’è un passaggio sulla questione bonifiche da far drizzare i capelli. (Continua a leggere dopo la foto)

“La contaminazione tollerata – si legge sul Fatto Quotidiano – sarà quella delle aree industriali. Lo si può desumere dall’articolo 22, dedicato alle ‘Misure di semplificazione per la riconversione dei siti industriali’ (e chi pensa all’Ilva non sbaglia). Quel testo mira ad ‘accelerare le procedure di bonifica dei siti contaminati e la riconversione di siti industriali da poter destinare alla realizzazione dei progetti individuati nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)’ e prevede, tra le altre cose, che ‘in caso di aree con destinazione agricola secondo gli strumenti urbanistici ma non utilizzate per la produzione agricola e l’allevamento’ si possano applicare le soglie sulla presenza di elementi inquinanti”. (Continua a leggere dopo la foto)

Per 20 km attorno all’Ilva, ad esempio, – prosegue Il Fatto – il prefetto ha vietato il pascolo. Cosa dice il decreto? Che se il terreno non viene più coltivato lo si può considerare non agricolo e dunque bonificarlo “meno” o affatto: il livello di CSC tollerato, cambiando tabella da “agricolo” a “industriale”, aumenta da 10 a 100 volte a seconda della sostanza o dei composti inquinanti”. Risultato? (Continua a leggere dopo la foto)

Se va bene la bonifica sarà meno impegnativa e costosa, se va male non sarà proprio necessaria grazie a questa sorta di automatico cambio di destinazione d’uso dei terreni. E così le persone che abitano in quelle zone, intorno all’Ilva soprattutto, potranno dire addio ai sogni di bonifiche. Ricordate quando Grilli prometteva un grande parco al posto dell’industria? Bei tempi, bei tempi…

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