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Come fanno gli italiani a tifare per l’invasore russo?

Ai tempi in cui fu scritta la Costituzione la parola “guerra” aveva un significato preciso: un documento detto “dichiarazione di guerra” veniva recapitato all’ambasciatore del paese che stava per essere attaccato e che quindi sapeva di doversi difendere. Quando i padri costituenti stabilirono che l’Italia avrebbe rifiutato la guerra come mezzo, intendevano che l’Italia non avrebbe mai dichiarato guerra. E se non sbaglio l’ultima dichiarazione di guerra fu quella della Germania di Hitler contro gli Stati Uniti che in seguito all’attacco senza dichiarazione di guerra alla flotta americana dichiarò guerra al Giappone ma non alla Germania nazista.

Hitler ebbe un moto sprezzante e disse: chiamate l’ambasciatore americano e dategli quel che deve avere. In quel mondo muovere guerra senza dichiararla era un crimine internazionale e quando i sovietici più di tutti gli altri alleati, pretesero il processo di Norimberga, tra i capi d’accusa vollero anche quello di avere invaso l’Unione Sovietica il 22 giugno del 1941 senza dichiarazione. Da allora di guerre e guerriglie ce ne sono state un centinaio. sanguinosissime come quella in Corea e il Vietnam, tutte le guerre post-coloniali alimentate dall’Unione Sovietica che ha armato tutti i movimenti di liberazione che poi si sono trasformati quasi tutti in feroci dittature. Infine le guerre con il neonato Stato di Israele: quando l’assemblea delle Nazioni Unite decretò la nascita contemporanea di uno Stato ebraico e di uno palestinese, la coalizione degli Stati saltò addosso con tutte le moderne armi contro il foyer ebraico difeso, così come oggi lo Stato Ucraino, da ragazzini in maniche e calzoni corti armati di mitra Sten, gli stessi che si erano ribellati ai mostri nazisti nel ghetto di Varsavia e si scontrarono col più potente esercito arabo armato dai sovietici benché l’Urss fosse stata la vera madrina dello Stato d’Israele in cui vedeva la sistemazione degli ebrei di lingua russa come nucleo forte per un futuro piccolo Donbass.

Le cose andarono diversamente, gli ebrei capirono che sarebbero sopravvissuti se e soltanto fossero diventati – in una terra poco più grande del Lazio – una delle prime potenze del mondo producendo armamenti spesso superiori a quelli di americani e russi oltre a una efficiente democrazia. Israele diventò un paese accogliente e potente desiderato non soltanto da tutti gli ebrei del mondo ma anche da molti non ebrei. La Russia sia come impero che come Unione Sovietica o Federazione russa, benché occupi un ottavo del pianeta, non è una terra desiderata e gli emigrati non si affollano alle sue frontiere. Nel frattempo, gli occidentali – basta ricordare il caso francese con l’Algeri e quello americano con il Vietnam – sono stati sempre ferocissimi con sé stessi attraverso le molte voci dei loro giornali, intellettuali e artisti che, nell’Occidente hanno messo alla sbarra l’Occidente senza correre il rischio di finire in un lager in Alaska.

Se volete trovare dei veri antiamericani, venite qui in America e sarete serviti sentendo come gli americani accusano gli americani di essere sopraffattori, imperialisti, razzisti, autori di crimini mostruosi. Nulla sarebbe antiamericano se non esistesse prima di tutto l’efficientismo l’antiamericanismo della più potente Repubblica democratica del mondo. Gli americani, circostanza poco ricordata, hanno fisicamente distrutto tutti gli imperi della terra o hanno partecipato alla loro distruzione: da quello spagnolo a quello giapponese a quello sovietico, e ottennero la scomparsa dei due imperi europei, l’inglese e il francese avendo sostenuto algerini e indiani. Ma gli americani sono visti come se fossero il vero imperialismo come lingua franca planetaria – il cattivo inglese che chiunque sa masticare. Certo gli ucraini parlano un eccellente inglese perché gli inglesi per anni li hanno addestrati a fronteggiare l’evento mostruoso che diventò sangue e storia il 24 febbraio scorso. Anche molti russi parlano correntemente un buon inglese come i finlandesi e gli svedesi per cui è una seconda lingua.

La consanguineità tra democrazia e i popoli di lingua inglese è qualcosa di immediato e per questo detestato dai nostalgici di ogni genere di dittatura senza neppure dover fare la fatica di scegliere tra rosso e nero come del resto fece Stalin, alleato di Hitler nello spartirsi la stessa Polonia del settembre del ‘39 e alleato di Hitler al punto di essersi bevuto la panzana che gli aveva rifilato Hitler che gli disse, il documento è sulla Pravda, che alcune teste calde tra i suoi generali minacciavano di sconfinare nell’Urss e che per l’amor di dio, Stalin non cadesse nella trappola perché una controffensiva sovietica avrebbe reso lo sconfinamento una irreversibile guerra. E Stalin era letteralmente invaghito di Adolf Hitler si comportava come il popolare cartone di Ignaz Mouse un topo amato da Crazy Kat che però le rispondeva sparandole file di mattoni. Tutti i marxisti che non hanno studiato Marx non fanno che ripetere come la guerra abbia solo un fondamento economico che non può non risalire agli Stati Uniti e alla Cia. non avendo la più pallida idea di che cosa abbia combinato per sessant’anni la pregiata ditta MD, MKVD, KGB.

Oggi si chiama FSB e il presidente Vladimir Putin per anni è stato il più promettente tenente colonnello residente a Dresda in una sede che controllava tutto il terrorismo europeo attraverso la Stasi tedesca (“le vite degli altri”) e il terrorismo internazionale che comprendeva oltre una speciale sezione delle Brigate Rosse, la Raf tedesca, L’Ira irlandese, l’Eta basca, il FPLP palestinese, una parte dei servizi segreti libici, Action Directe francese e tutti i movimenti di estrema destra nazista fascista, naziskin con svastiche fin dagli anni 70. promuovendo quello dei nazi-maoisti. Chiunque ancora oggi può acquistare on line la raccolta completa dei verbali del patto di Varsavia fino alla chiusura per scoprire che ogni anno svolgevano la stessa esercitazione: l’occidente imperialista tenta di attaccare i paesi socialisti e l’Unione sovietica ma viene respinto con controffensiva che ricaccia gli invasori fino all’Atlantico. Non è mai esistito alcun piano di attaccare l’Unione Sovietica. E, anzi, anzi americani e inglesi si sono sempre preoccupati di avere le armi sufficienti a far passare il desiderio a quel gioioso paese dal riprendere la sua vocazione al bullismo internazionale.

Ma quando l’Occidente si trovava a fronteggiare gli euromissili sovietici SS 20 contro di noi, si scatenava una baraonda di pacifisti, papisti filosofi e scalmanati invariabilmente antiamericani. Si dà in questo malvagio 2022 uno di quei meravigliosi casi in cui non ci sono “se” e non ci sono “ma” perché c’è in spudorata e incontestabile evidenza un aggressore che senza alcun diritto aggredisce, devasta, umilia, distrugge scegliendoli come bersagli più di 300 ospedali e tutte le scuole e che poi vuole imporre una lingua straniera agli occupati strappati alle loro famiglie e avviati in campi di raccolta in Russia e in simultanea si assiste al simmetrico spettacolo di una popolazione sedicente intellettuale che non è ancora capace di distinguere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto, il vero dal falso e anzi propaga ed accredita ogni brutale propaganda dell’aggressore come nessuno fece mai durante le guerre di Hitler, chiedendosi per equità e compostezza dove mai possa essere la verità e quale vada considerata propaganda: come si fa a districare ciò che realmente è stato e ciò che fermenta in un pasticcio aggrovigliato in cui si scoprono chiamati in causa tutti i filosofi del mondo e che serve soltanto ed evitare la via diretta del sì e del no.

Diceva Flaiano che per gli italiani la linea che collega fra loro due punti è l’arabesco. Ma noi siamo specializzati in arabeschi che colano sangue e abbiamo sempre una linea che non consente di baloccarsi, distinguere, deridere- oh quanto spirito di derisione per gli elmetti, i guerrieri, i guerrafondai, la Cia. Scrivo queste righe dagli Stati Uniti d’America come al solito dopo aver visto tutte le televisioni del mondo con tutti gli inviati speciali del mondo, tutti i video cameramen che rimettono la propria pelle per filmare da vicino il sangue e la morte e tutte queste corrispondenze, testimonianze senza alcuna frattura indicano la stessa storia, la raccontano nello stesso modo senza alcuna ombra di dubbio, così come la confermano tutte le immagini satellitari, tutte le diavolerie scientifiche a cui tutti possono accedere. La società americana e molto imperfetta e io personalmente la trovo spesso detestabile non solo per i crimini di shooting ma per la tendenza all’omologazione ovvero alla narrazione banalizzata.

Tuttavia, quando dico a qualcuno di sinistra, di destra, con molte idee, con poche idee che in Italia la maggioranza gira rigira è a favore della Russia dopo aver ritualmente ammesso e premesso che il male lo ha fatto Putin a fare quel che ha fatto, Ma ormai l’ha fatto e deve pure aver una ragione da qualche parte. Gli ingenui americani si sbalordiscano ritualmente e mi chiedo come sia possibile. Caro direttore, ti prego di considerare questo il mio personale Lamento di Portnoy come prova di scoramento, anche adesso che il mio amato Philip Roth non c’è più, gli americani non riescono a capire come possono gli italiani davvero pensare il conflitto non sia quello dell’invasore russo sulla Ucraina ma tra Biden e Putin. Io allargo le braccia e dico solo che sembra che sia evidente. Poi, cambiamo discorso.

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