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Decreto Covid, al via il Cdm. Dal 5 agosto Green pass (con una dose) per i ristoranti al chiuso

Il decreto Covid è all’ultima curva. Il governo è pronto a mettere a punto gli ultimi dettagli del testo, con il via libera definitivo atteso nel tardo pomeriggio di oggi, 22 luglio. Alle 15, riferiscono fonti ministeriali, è convocata la cabina di regia del presidente del Consiglio Mario Draghi con i capi delegazione sul nuovo decreto legge, che andrà a intervenire sull’utilizzo del Green pass e sui parametri che regolano il passaggio delle Regioni da una fascia di rischio all’altra. Alle 16 è in agenda l’incontro tra le Regioni e il governo, con il ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini in rappresentanza dell’esecutivo. Alle 17, poi, ci sarà il Consiglio dei ministri, al termine del quale parlerà il premier Draghi in conferenza stampa per illustrare nel dettaglio i contenuti del decreto.

Dal 5 agosto Green pass obbligatorio per i ristoranti al chiuso

Sul Green pass si sono consumati i maggiori attriti tra Regioni ed esecutivo. I governatori avevano messo nero su bianco la loro richiesta: rendere obbligatorio il pass solo «per permettere in sicurezza la ripresa di attività fino ad oggi non consentite o limitate»: eventi sportivi, concerti, discoteche, fiere e congressi. Dunque niente ristoranti, cinema, teatri, palestre, piscine. Posizione che Matteo Salvini appoggiava. All’opposto c’è stato chi, come il ministro della Salute Roberto Speranza, spingeva per un uso “estensivo” del certificato verde. Prima dell’inizio del Consiglio dei ministri, sembrerebbe essere stato raggiunto l’accordo: dal 5 agosto servirà il Green pass per i ristoranti al chiuso. Basterà, tuttavia, avere il Green pass che viene emesso dopo la prima dose di vaccino. Il certificato verde, inoltre, non sarà necessario per consumare al bancone, anche se al chiuso. Il trasporto locale, tantomeno quello a lunga percorrenza, rientrerà nel testo del decreto Covid: delle modalità di accesso a bus, metrò, treni e aerei si parlerà in un secondo momento, in vista di settembre.

Uso del Green pass esteso a piscine, palestre, fiere e aree concorsuali. Restano chiuse le discoteche

Il Green pass per accedere, dal 5 agosto, ai ristoranti sarà valido per chi abbia avuto almeno una dose di vaccino, abbia fatto un tampone negativo nelle 48 ore precedenti o sia guarito dal Covid nei sei mesi precedenti. E l’obbligatorietà del certificato non sarà limitata all’accesso ai ristoranti al chiuso. Nell’incontro con le Regioni, il governo ha annunciato di voler ampliare il campo di azione del Green pass agli spettacoli all’aperto, ai centri termali, alle piscine, alle palestre, alle fiere, ai congressi e ai concorsi. Sempre dal 5 agosto, il certificato dovrebbe essere richiesto per accedere a cinema e teatri. Non servirà vaccinarsi o sottoporsi a tampone, invece, per le discoteche, poiché questa tipologia di locali resterà chiusa: è quanto stabilito nella cabina di regia a Palazzo Chigi, nonostante le insistenze della Lega per una riapertura delle discoteche legata a nuovi protocolli.

Entrata in vigore posticipata e quarantena ridotta per i vaccinati

Se in un primo momento si pensava che l’introduzione dell’obbligo di Green pass per alcune attività sarebbe entrata in vigore già il prossimo lunedì 26 luglio, conferenza delle Regioni e governo si sarebbero accordate per posticipare di due settimana l’avvio delle nuove regole. Questo lasso temporale servirà ai cittadini, alle imprese e agli enti locali per prepararsi alle misure. Nel decreto Covid, inoltre, sarebbe previsto un costo calmierato dei tamponi per i nuclei famigliari e per le persone che non possono vaccinarsi per motivi di salute. Gli esperti, infine, stanno lavorando per redigere una norma che riduca la quarantena per i possessori di Green pass che entrano in contatto stretto con persone positive al Sars-CoV-2.

Il braccio di ferro sui parametri per le zone gialle

Per quanto riguarda la revisione dei parametri, i presidenti di Regione proponevano una soglia del 20% per le terapie intensive e del 30% per i reparti ordinari, oltre la quale si andrebbe in zona gialla. Percentuali ben più alte di quelle suggerite da tecnici ed esperti, che hanno indicato rispettivamente un 5% e un 10%. Il governo era intenzionato a inserire nel decreto soglie più basse. La trattativa si sarebbe conclusa fissando le soglie per la zona gialla al 10% per le terapie intensive e al 15% per le ospedalizzazioni. Resta tarata sul livello di 50 abitanti su 100mila l’incidenza per passare dalla zona bianca alla zona gialla, parametro però vincolato al tasso di saturazione degli ospedali. La cabina di regia a Palazzo Chigi ha proposto anche le modifiche anche per il passaggio nelle altre fasce di rischio: terapie intensive al 20% e al 30% per le aree mediche per diventare arancioni e rispettivamente al 30 e al 40% per entrare in zona rossa. Nel decreto, infine, entrerà la proroga dello stato d’emergenza, molto probabilmente fino alla fine dell’anno.

La Lega annuncia battaglia in consiglio dei ministri

A pochi minuti dall’inizio del consiglio dei ministri, la Lega ha pubblicato una nota di dissenso nei confronti delle conclusioni raggiunte in cabina di regia. «In consiglio dei ministri, i ministri della Lega chiederanno di tenere al 20% il tetto delle terapie intensive – che oggi sono occupate in media al 2% – per il cambio di fascia, l’esclusione dei ristoranti e dei bar dall’obbligo di utilizzo del lasciapassare, la riapertura immediata (anche col pass) delle discoteche e la gratuità dei tamponi per chiunque sia sprovvisto del pass. Salvare vite e posti di lavoro allo stesso tempo, senza multe e costrizioni, è il nostro obiettivo – si legge nel messaggio girato alle agenzie di stampa, nel quale il partito ha anche espresso soddisfazione – per alcune nostre richieste accolte: nessun divieto per i viaggi su treni, aerei e autobus, nessun obbligo per lavoratori, giovani e studenti, rinvio a settembre di eventuali restrizioni».

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