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Direzione PD, Letta chiude le porte ai 5 Stelle e annuncia battaglia: “O noi o Meloni, non ci sarà pareggio”

Il messaggio è chiarissimo, il prossimo 25 settembre gli italiani che si recheranno alle urne dovranno fare una scelta netta di campo, tra due fronti opposti e incompatibili. “La scelta è tra noi e Meloni, gli italiani devono averlo chiaro”, dice Enrico Letta questa mattina aprendo la direzione nazionale del Partito Democratico, illustrando la linea dei Dem in vista delle elezioni del 25 settembre.

Uno scenario quasi apocalittico quello che evoca Letta, con parole che mai come oggi sono apparse così forti: “Mai come in queste elezioni, credo dal ’48 ad oggi, il voto italiano sarà così determinante sugli equilibri europei. Il pareggio non è contemplato in questa legge elettorale e sappiamo che con questa legge e in questa Europa, o vince l’Europa comunitaria del Next generation Eu, dell’Erasmus e della speranza, oppure vince l’Europa di Orban, Vox e Marine Le Pen. Non ci sono terze opzioni”, l’affondo del segretario del PD. 

La difesa dell’ambiente e dei diritti

Un focus importante del suo discorso Letta lo rivolge all’ambiente, alla sua difesa e alle politiche europee ‘green’. Per il segretario Pd infatti bisogna evitare “un’Italia che si trovi a essere con un governo alleato a quelli ungherese e polacco, finendo per avere come obiettivo principale affossare il green deal e tornare indietro sulle scelte fondamentali che stiamo facendo a livello europeo” in tema di ambiente.

L’attacco è infatti alle “destre italiane” che “sono state tutte a difesa del nero fossile”, mentre il Partito Democratico “è il più grande partito ambientalista d’Europa”. E non a caso Letta cita una delle promesse elettorali fatte da Berlusconi nei giorni scorsi, presentando il suo programma, ovvero la piantumazione di un milioni di alberi: “Voglio un progetto vero e non balle! La sola Emilia-Romagna ne impianta 4 milioni e mezzo. La vignetta di Altan sulle mille lire rende bene l’idea di questa campagna”, ricorda il leader Dem affossando le promesse berlusconiane. 

Ma a dividere fortemente il Pd dalla destra è anche la difesa dei diritti civili. Letta lo ribadisce chiaramente nel suo discorso in Direzione: “La differenza fra noi loro mai è stata così forte e marcata come oggi. Per noi è il momento, per loro non lo è mai. Mai come questa volta è in gioco il futuro della società italiana e di centinaia di migliaia di giovani che vogliono vivere in una società in cui si è liberi o sei messo dentro delle caselle costruite sul passato”.

Il rapporto con i 5 Stelle

Non poteva mancare ovviamente un passaggio sul Movimento 5 Stelle. La scelta di Giuseppe Conte di affossare il governo Draghi “è un punto di non ritorno”, ribadisce ancora una volta Letta, chiudendo così a future alleanze nazionali, nonostante alcuni distinguo che ancora oggi emergono dal partito. 

“A chi ha tentazioni” di tornare col M5s “a chi dice ‘ripensiamoci’ l’invito e’ a guardare a cosa pensano gli elettori, il loro giudizio e’ lapidario”, le parole di Letta.

Dall’altra parte il segretario non rinnega “i tre anni che abbiamo dietro le spalle” assieme ai pentastellati. “Senza il lavoro al fianco del M5S non ci sarebbe stato il governo Draghi. Senza il lavoro con i Cinque Stelle non ci sarebbe stato il governo Conte 2 che poi ha reso possibile il governo Draghi”, le parole di Letta.

Le alleanze e i ruoli

Quindi la questione delle liste e dei candidati per il voto del 25 settembre. La deadline è già pronta, col 2 agosto termine ultimo del lavoro istruttorio dei segretari regionali, mentre tra il 9 e l’11 agosto “convocheremo direzione nazionale e andremo alla chiusura delle scelte”.

Su quest’ultime Letta apre ad una “partecipazione alle elezioni centrata sulla nostra lista, del Pd, aperta ed espansiva, soprattuto a chi ha condiviso il progetto delle Agorà, penso a Articolo 1 e Demos. Questa lista sarà il cuore del nostro progetto. L’obiettivo è l’Italia democratica e progressista, questo è il brand che dobbiamo lanciare e la nostra campagna presenterà il progetto Italia 2027”.

“Approveremo” la lista “insieme a coloro che saranno con noi in questa lista democratica e progressista. Lo faremo durante la direzione nazionale, prima della presentazione delle liste – ha precisato Letta – Quella sarà il centro del nostro programma elettorale e il centro della nostra Italia”, ha aggiunto Letta. Il segretario ha confermato poi che il partito applicherà la legge sull’equilibrio uomo-donna “perché tutto è trasparente. Dobbiamo essere trasparenti e non fare errori”.

“La legge elettorale non postula coalizioni, ma semplicemente delle alleanze elettorali e credo che andare a siglare delle alleanze elettorali e’ importante e fa la differenza e noi ci dobbiamo provare”, ha aggiunto quindi Letta, lasciando porte aperte ai partiti centristi. Anche perché bisogna “parlare con quei soggetti che non fanno parte del trio della irresponsabilità” cioé Forza Italia, Lega e Movimento 5 Stelle.

Quanto alla questione della leadership e della candidatura a premier, oggetto di discussione in queste ore tra chi come Carlo Calenda ha chiesto un passo indietro del segretario in favore di Draghi, o chi come Matteo Renzi preferirebbe il governatore Stefano Bonaccini, Letta ha le idee chiare: “Derubrichiamo questa assurda discussione della premiership ma, se serve, assumo il ruolo di front runner della nostra campagna elettorale, questa responsabilità, con la massima determinazione”.

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