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È salito sulla gru perché «pensava che qualcuno lo volesse uccidere»

La sorella: «Sapevo che a un certo punto la situazione sarebbe degenerata, da tempo chiedevamo un ricovero forzato»

ZURIGO – È rimasto oltre dodici ore su una gru da cantiere, gettando degli oggetti nel vuoto e appiccando degli incendi. È quanto accaduto negli scorsi giorni a Zurigo-Oerlikon.

E sono state ore concitate per la trentunenne M.*, la sorella dell’uomo poi arrestato. «Alla fine nostro padre è riuscito a convincerlo al telefono a scendere dalla gru» racconta a 20 Minuten. Da allora la famiglia non ha avuto più nessun contatto con lui. Secondo quanto comunicato di recente dalle autorità attualmente l’uomo – si tratta di un trentaquattrenne – si trova in custodia. E a breve sarà presa una decisione su come procedere.

«Sapevo che a un certo punto la situazione sarebbe degenerata» afferma ancora la sorella. Per anni suo fratello ha lottato con problemi mentali e soffre di psicosi. La trentunenne spiega così quanto accaduto tra lunedì e martedì: «Mio fratello si trovava in uno stato psicotico e si sentiva perseguitato». Quando si trovava in cima alla gru, il trentaquattrenne ha infatti avviato un video live su Facebook in cui affermava che qualcuno lo voleva uccidere.

«È una situazione così triste. In realtà si tratta di una persona meravigliosa ed è un ottimo fratello. Ma è malato». La famiglia avrebbe contattato più volte le autorità per ottenere aiuto. «Chiedevo un ricovero forzato, ma la polizia mi ha detto che non era così semplice». Da parte della famiglia c’è dunque delusione. «Non comprendiamo perché nessuno sia intervenuto prima». Ora la loro speranza è che il trentaquattrenne possa finalmente seguire una terapia.

*Nome noto alla redazione

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