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Guerra in Ucraina, Mosca: “Preso il controllo dell’acciaieria Azovstal. Mariupol caduta”

Guerra in Ucraina: le truppe russe hanno preso il controllo dell’acciaieria Azovstal di Mariupol dopo la resa degli ultimi militari della resistenza ucraina.

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Guerra in Ucraina: Putin ha riferito al Consiglio di sicurezza nazionale che i nuovi cyberattacchi messi in atto contro Mosca sono tutti falliti. Intanto, il Ministero della Difesa russo ha annunciato che le truppe di Mosca hanno preso il controllo dell’acciaieria Azovstal di Mariupol dopo la resa degli ultimi militari della resistenza ucraina.

Guerra in Ucraina, Putin: “Cyberattacchi contro Mosca falliti£

In occasione di un intervento al Consiglio di sicurezza nazionale, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che la “cyber aggressione contro la Russia è sostanzialmente fallita, proprio come gli attacchi delle sanzioni in generale perché eravamo preparati”.

Il leader del Cremlino, poi, ha sottolineato: “I cyberattacchi contro Mosca provengono da diversi Paesi, sono strettamente coordinati e di fatto sono azioni delle agenzie degli Stati.

Il loro numero è cresciuto notevolmente dall’inizio dell’operazione militare speciale in Ucraina”.

Putin, inoltre, ha dichiarato: “Nel mirino degli hacker, ci sono prima di tutti i mass media, le istituzioni finanziarie, i portali e le reti di rilevanza sociale. Sono stati effettuati gravi attacchi ai siti web ufficiali delle autorità – e ha aggiunto –. In Russia sarà vietato utilizzare sistemi stranieri per la protezione delle informazioni a partire dal 2025. È necessario implementare le vostre tecnologie il più velocemente possibile“.

Parlando ai membri del Consiglio di sicurezza nazionale, infine, ha concluso: “Il coordinamento del lavoro di tutte le entità incaricate di assicurare la sicurezza delle informazioni nelle infrastrutture critiche deve essere delineato a livello strategico”.

Putin: “Aumenteremo forniture gas a Kaliningrad”

Nella giornata di venerdì 20 maggio, il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato il governatore della regione di Kaliningrad, Anton Alikhanov. In questa circostanza, il leader del Cremlino ha manifestato l’intenzione di affidare a Gazprom un compito cruciale rispetto al mercato energetico.

Secondo quanto affermato da Putin, infatti, Gazprom dovrà esaminare la possibilità di incrementare le forniture di gas naturale liquefatto (Gnl) verso la regione di Kaliningrad, che rappresenta un territorio cruciale della Federazione Russa rispetto al Baltico. L’importanza dela regione, presso la quale si trovano la Flotta russa del Baltico e i missili Iskander con capacità nucleare, è data dalla sua posizione tra due Paesi membri della NATO ossia la Lituania e la Polonia.

Per quanto riguarda Kaliningrad, nei mesi scorsi, il Cremlino aveva ordinato al rigassificatore galleggiante Maresciallo Vasilevskiy di rientrare nel Baltico: il rigassificatore è stato inaugurato nel 2020 proprio per i rifornimenti presso la regione. La gasiera, inoltre, era stata intesa da Mosca come una “garanzia di sicurezza energetica” per Kaliningrad nel caso in cui i flussi via tubo che attraversano la Lituania si fossero interrotti.

Michel alla CNN: “Molti errori di Putin durante la guerra in Ucraina”

Nel corso di un’intervista rilasciata alla CNN, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha asserito che il presidente russo avrebbe commesso numerosi errori per quanto riguarda la guerra in Ucraina.

Il presidente Michel, infatti, ha osservato: “Se guardiamo alla situazione, Putin ha fatto diversi errori. Ha pensato che l’Unione europea non sarebbe stata unita. Ha pensato che non sarebbe stata capace di avere la stessa posizione con i nostri alleati transatlantici. Ha pensato che l’Ucraina non sarebbe stata capace di resistere oltre qualche giorno – e ha aggiunto –. Il mondo può vedere che l’esercito russo non è così forte, che la corruzione dell’esercito russo ha delle conseguenze. Il mondo può vedere che la NATO si allarga con la Svezia e La Finlandia che hanno richiesto l’adesione”.

Interrogato dei cronisti della CNN, poi, il residente del Consiglio europeo ha manifestato la convinzione che l’Ucraina sia in condizione di vincere la guerra scaturita a seguito dell’invasione russa lo scorso 24 febbraio 2022.

Rispetto alla domanda di adesione alla NATO di Svezia e Finlandia e al rischio di escalation da parte della Russia, invece, Michel ha spiegato: “Finlandia e Svezia sono membri dell’Ue. Ci sono dei meccanismi di solidarietà e penso che non dobbiamo farci intimidire dalla Russia”.

Rischio escalation a Lysychansk e Severodonetsk

Nel pomeriggio di venerdì 20 maggio, il Governo di Kiev ha fornito alcuni aggiornamenti rispetto all’andamento della guerra in Ucraina. A questo proposito, è stato riferito che la situazione appare estremamente tesa nelle aree di Lysychansk e Severodonetsk. In queste due aree, inoltre, sono stati osservati segni evidenti di escalation.

Nei territori indicati dalle autorità competenti, le forze russe stanno tentando di accerchiare le truppe composte dai militari ucraini.

La notizia è stata diramata dal portavoce del Ministero della Difesa, Oleksandr Motusianyk.

Guerra in Ucraina, Mosca: “Preso il controllo dell’acciaieria Azovstal. Mariupol caduta”

Nella giornata di venerdì 20 maggio, il ministro delle Difesa russo, Sergei Shoigu, ha comunicato al presidente Vladimir Putin che le truppe di Mosca hanno preso il controllo dell’acciaieria Azovstal di Mariupol. Secondo quanto riportato dalla Tass, l’operazione sarebbe giunta a completamento e il sito industriale sarebbe stato liberato completamente dai militari ucraini in seguito alla resa degli ultimi 531 soldati della resistenza ancora presenti all’interno dell’acciaieria.

Nello specifico, il Ministro della Difesa russo ha diramato la seguente nota ufficiale: “Le strutture sotterranee di Azovstal dove si nascondevano i militanti sono ora sotto il pieno controllo delle forze armate russe. In totale, 2.439 combattenti ucraini si sono arresi. L’ultimo gruppo di 531 militanti si è arreso oggi”.

Sui canali Telegram filorussi, poi, è diventato virale il video in cui il comandante della 36esima brigata Sergei Valynkyasserisce che l’ultima unità della resistenza ucraina ha proclamato la resa. Nel caso in cui la resa dovesse essere confermata da Kiev, l’evento rappresenterebbe la fine definitiva dell’assedio dell’acciaieria Azovstal di Mariupol durato circa due mesi.

Zelensky: “Tutti i civili bloccati nell’impianto di Mariupol sono stati evacuati”

In merito al ritiro dei militari ucraini dall’acciaieria Azovstal, si era recentemente espresso anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Le parole del leader di Kiev, che sono state riportate su Telegram da Mykolaiv Nikvesti, sono state: “Ad oggi, tutti i civili che erano bloccati nell’impianto sono stati portati via. I civili sono stati portati fuori, i medici sono stati portati fuori, anche i feriti gravi e non. Presto il ritiro sarà completato“.

Precedentemente, il comandante del reggimento Azov, Denys Prokopenko, aveva riferito che tutti i civili e i militari ucraini gravemente feriti erano stati evacuati con successo dall’impianto. Prolopenko, poi, aveva spiegato tramite un messaggio video di essere determinato a portare via dall’acciaieria tutti i militari morti durante l’assedio: “Abbiamo risposto all’ordine di Kiev di non continuare la resistenza per salvare delle vite – e ha aggiunto –. Siamo riusciti a evacuare i civili e chi era gravemente ferito e necessitava di aiuto”.

Guerra in Ucraina, truppe russe completano rimozione macerie dal teatro di Mariupol: “Non sapremo mai quanti civili sono morti”

Nel frattempo, l’esercito di Mosca ha finito di sgomberare le macerie del teatro bombardato a Mariupol, celando il bilancio totale dei morti causato dal raid missilistico dello scorso 16 marzo.

A questo proposito, secondo quanto riportato da Kyiv Independent, il consigliere del sindaco Petro Andriushchenko ha dichiarato: “Ora non sapremo mai quanti civili vi furono uccisi”.

Presso il teatro di Mariupol, dinanzi al quale era stata realizzata una grande scritta con il termine “bambini” in russo, si erano andati a rifugiare centinaia di civili terrorizzati da quanto stava accadendo in città.

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