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«Il disarmo nucleare deve essere la priorità assoluta»

«Il disarmo nucleare deve essere la priorità assoluta»

Cassis è intervenuto a New York in occasione della conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare.

Il presidente della Confederazione ha ribadito l’obiettivo di un mondo libero dalle armi nucleari.

NEW YORK – «Durante la crisi dei missili di Cuba, il mondo ha temuto di sprofondare in un abisso. Ora, le minacce nucleari lanciate dalla Russia, ci ricordano che la spada di Damocle del disastro nucleare pende ancora sulle nostre teste». Con queste parole il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha lanciato il suo intervento durante la conferenza, tenutasi a New York, sulla revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). L’incontro ha visto la partecipazione di 191 Stati firmatari. Cassis si è detto preoccupato per una possibile escalation di violenza che porterebbe a una catastrofe umanitaria.  I recenti sviluppi in Ucraina hanno dimostrato infatti che, in una situazione di conflitto, è necessario proteggere le strutture nucleari. L’impegno della Svizzera mira a garantire la sicurezza nucleare per la comunità globale e a dare nuovo impulso al disarmo nucleare.

Il disarmo una necessità – Sono tre i grandi temi trattati da Cassis. In primis il presidente della Confederazione ha ribadito la necessità di riprendere il processo di disarmo degli armamenti nucleari. «Dobbiamo ridurre il ruolo delle armi nucleari e ridurre la probabilità di un incidente nucleare o di un ricorso alle armi nucleari a causa di un’incomprensione. Alle parole devono seguire azioni concrete per evitare disastri umanitari ed ecologici». Per Cassis è importante agire ora, le parole e le promesse non sono più sufficienti. «L’obiettivo deve essere un mondo libero dalle armi nucleari».

La protezione delle centrali – In seguito il focus del discorso di Cassis si è spostato verso la vulnerabilità dei diversi impianti nucleari. «Dobbiamo garantire che queste strutture siano sicure e protette in tutte le circostanze, anche durante i conflitti armati». I recenti sviluppi internazionali hanno dimostrato i rischi che le centrali nucleari corrono durante una guerra. «Le conseguenze umanitarie e ambientali sarebbero catastrofiche».

L’importanza del dialogo – Per concludere il presidente della Confederazione ha ricordato l’importanza della promozione della pace e della sicurezza. Un aspetto che, secondo Cassis, non può essere declassato in secondo piano. «La promozione della pace e della sicurezza è una delle massime priorità della Svizzera. Ci impegniamo a facilitare il dialogo e a costruire ponti, anche in questa conferenza». La Svizzera vuole assicurarsi che il TNP sia efficace e possa raggiungere i suoi obiettivi. «Dobbiamo affrontare le sfide regionali e, ad esempio, condannare lo sviluppo continuo del programma nucleare della Repubblica Democratica Popolare di Corea, in violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Cassis ha avuto il tempo anche per esprimere i suoi dubbi in merito al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW), firmato nel 2017. Mentre il TNP impedisce una corsa agli armamenti globale senza limitare l’uso pacifico dell’atomo, la TPNW, di cui la Svizzera non è membro, proibisce lo sviluppo, la sperimentazione, la produzione, il trasferimento, il possesso, l’uso e la minaccia di uso di armi nucleari. «Per la Svizzera sussistono infatti ancora dubbi sull’efficacia del TPNW, in quanto il trattato è stato negoziato senza le potenze nucleari ed è sostenuto unicamente da una parte della comunità internazionale» ha concluso Cassis.

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