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In viaggio con Ciro Palumbo come cavalieri erranti alla scoperta di noi stessi

L’artista torinese approda alla Casa dei Carraresi di Treviso con la mostra “Verità e salvezza. Il poeta visionario”

L’ultimo approdo del ciclo pittorico sull’Homo Viator di Ciro Palumbo sarà alla Casa dei Carraresi di Treviso dal 2 al 13 giugno 2022 in occasione della mostra Verità e salvezza. Il poeta visionario, in simbiosi ideale col viaggio di Dante nella Divina Commedia: una connessione simbolica che Ciro Palumbo ha indagato nella sua produzione più recente. Da diversi anni l’artista porta sulla tela questa ricerca, rinnovandone l’essenza a partire dal progetto pittorico-teatrale del 2019 Homo Viator. Il Poeta Visionario, lanciato allo Stadio di Domiziano a Roma in era pre-pandemica con una pièce teatrale dove l’attore regista Piergiuseppe Francione, accompagnato dalle musiche di Antonello Aloise, era in scena con Il Poeta Visionario, spettacolo portato in diverse altre occasioni con una scenografia ideata e realizzata proprio da Ciro Palumbo (e dallo scultore Jacopo Mandich): un dialogo tra un cavaliere errante rifugiato in se stesso e la “barca con gli occhi”, portatrice di positività che lo aiuta a proseguire in un viaggio prima di tutto interiore. L’uomo e la barca con gli occhi, infatti, è il libro scritto da Piergiuseppe Francione che contiene la prima stesura del Poeta visionario, ispirato da autori quali William Shakespeare, Eschilo, Ionesco, Charles Bukowski, Domenico Modugno tra gli altri. L’Homo Viator di Ciro Palumbo ci indica dunque una direzione alla ricerca della conoscenza di sé e del mondo: un viaggio interiore, come quello affrontato da Dante e che Ciro Palumbo tratteggia in quest’ultimo approdo a Treviso. Come scrive Antonella Uliana nel testo scritto per il catalogo della mostra,“La modernità visionaria di Dante, la capacità di evocare con i suoi versi immagini plastiche che rimangono impresse nella mente, l’inesauribile presenza di allegorie dalla forte valenza espressiva diventano motivi di suggestione anche per la creatività dell’artista torinese nel suo ultimo ciclo pittorico”.

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