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«L’autista mi ha chiesto di fare sesso»

Uber nella bufera dopo lo sfogo su Instagram di un’utente molestata. Le testimoniante di altre quattro donne

ZURIGO – Le molestie sessuali da parte di autisti di Uber o di taxi non sono purtroppo così rare, come vorremmo pensare. Lo sfogo affidato a Instagram da una passeggera molestata durante una corsa a Basilea ha innescato delle testimonianze a catena. Ecco le storie di quattro donne che a 20 Minuten hanno raccontato le proprie disavventure.

R.B., 18enne di Zurigo

«All’inizio della corsa l’autista mi ha attaccato bottone. Due chiacchiere innocenti. All’improvviso però ha iniziato a farmi complimenti. Ci siamo fermati a un semaforo, lui si è girato a fissarmi e a tentato più volte di toccarmi le gambe. Mi sono sentita tremendamente a disagio. Quando poi mi ha fatto domande intime e proposte sessuali, ho informato i miei amici e ho condiviso con loro la mia posizione. Con un uomo da solo in macchina può succedere di tutto. Alla fine mi ha chiesto di aiutarlo a migliorare il suo tedesco, e in cambio ha detto che mi avrebbe mostrato altre cose. Una mia amica mi ha raccontato di avere avuto un’esperienza simile con lo stesso autista: mentre tornava a casa da una festa, si è fermato in mezzo al nulla e le ha chiesto se voleva fare sesso con lui».

N.A., 20enne di Zurigo

«A Capodanno del 2021 ho preso un Uber a Zurigo a notte fonda con tre amiche. Per tutto il viaggio l’autista ha continuato a ripetere che dovevamo andare a casa con lui per divertirci un po’. Ci ha anche fatto domande intime e ha chiesto i nostri numeri di telefono. È stato estremamente sgradevole. Non abbiamo segnalato l’accaduto a Uber. Una mia amica, che aveva già avuto un’esperienza simile, ha detto che Uber non avrebbe reagito. Da allora non ho mai più preso un Uber».

J.W., 42 anni, di Zurigo

«Dovevo andare in ospedale per un attacco d’asma, così ho chiamato un Uber. Appena partiti, l’autista ha iniziato a farmi domande intime senza sosta. Gli ho detto più volte che non erano affari suoi, ma ha continuato. Questo nonostante fossi in evidente stato di debilitazione. Durante il viaggio ho dovuto chiamare un’ambulanza, che per fortuna mi ha sottratta alle sue grinfie. Ma ora ho paura che prima o poi si presenti alla mia porta».

Anina, 29 anni, di Zurigo

«Durante una corsa in taxi a tarda notte, il mio cellulare mi è scivolato dalle mani e non l’ho più trovato. Ho quindi chiesto al mio autista di chiamarmi, cosa che ha gentilmente fatto immediatamente. “È il mio eroe” gli ho detto quando ho sentito squillare il cellulare sotto il sedile. Sono tornata a casa e non ci ho più pensato. La mattina dopo, lo shock: mi sono svegliata con diversi messaggi da parte dell’autista. Voleva conoscermi. Ho rifiutato e gli ho chiesto di non scrivermi più, cosa che ha ignorato. L’ho quindi bloccato. Tutta questa situazione mi ha messo estremamente a disagio». 

In generale il problema delle molestie non riguarda solo Uber. Alcune segnalazioni giunte a 20 Minuten, come quella di Anina, raccontano di episodi simili capitati a bordo di taxi. L’associazione di categoria Taxi Suisse non è stata in grado di fornire dettagli sulle denunce di molestie sessuali. Un portavoce di Taxi 777, una grande compagnia di taxi di Zurigo, riferisce di due denunce di molestie sessuali ricevute negli ultimi cinque anni.

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