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Macron chiude all’unità nazionale dopo il terremoto delle legislative: “Coalizione o maggioranza caso per caso”

A tre giorni dal voto delle legislative, Emmanuel Macron rompe il silenzio e con un discorso in tv, nel prime time delle 20, annuncia ai francesi che l’ipotesi di un governo di unità nazionale non è percorribile, lanciando contemporaneamente una sorta di ultimatum agli altri partiti, dalla sinistra di Nupes ai Repubblicani, fino al Rassemblement national della Le Pen, ricordando che “sta ai gruppi politici dire dove sono pronti ad andare” per collaborare.

Quelle di stasera sono le prime parole pubbliche del presidente francese dopo il mezzo flop delle legislative, dove Ensemble non è riuscita ad ottenere la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. 

La coalizione del presidente ha ottenuto soli 245 seggi, 44 in meno rispetto alla soglia della maggioranza assoluta che gli avrebbe consentito di governare in modo ‘tranquillo’. Merito dei risultati delle opposizioni: la coalizione delle sinistre Nupes riunitasi sotto la guida del leader di estrema sinistra Jean-Luc Melenchon, ha ottenuto 131 seggi

Ma il trionfo vero è arrivato a destra col Rassemblement national di Marine Le Pen, l’estrema destra arrivata ad ottenere 89 seggi, contro i meno di 15 deputati che aveva nel Parlamento uscente, insufficienti anche per formare un gruppo parlamentare.

La maggior parte” dei leader dei partiti incontrati in questi giorni “ha escluso l’ipotesi di un governo di unità nazionale“, ipotesi che “al momento non è giustificata“, ha detto Macron nel suo discorso televisivo, chiarendo che le opzioni possibili sono dunque quella di una coalizione o quella di governare con una maggioranza caso per caso. 

Credo che sia possibile, nel momento cruciale che viviamo, trovare una maggioranza più ampia e più chiara per agire“, ha proseguito l’inquilino dell’Eliseo, sottolineando però che questo è possibile a patto di “raggiungere dei compromessi“. “Dobbiamo imparare collettivamente a governare e legiferare in modo diverso“, ha affermato. 

Nonostante l’assenza di una maggioranza assoluta, il piano di Macron resta identico: portare a termine riforme ambiziose, dal potere d’acquisto al clima, dalle misure per l’occupazione alla transizione ecologica.

Immediate le reazioni politiche al discorso del presidente. “L’esecutivo è debole, l’Assemblea nazionale è forte”, ha commentato Jean-Luc Melenchon, invitando ancora una volta la prima ministra Elisabeth Borne a “chiedere la fiducia dell’Assemblea”.

Non può esserci alcuna carta bianca su un progetto che fra l’altro è poco chiaro”, è invece la bocciatura arrivata dal centrodestra, dai Repubblicani. “Faremo delle proposte sul potere d’acquisto“, ha tuttavia annunciato il presidente dei deputati Republicains nella nuova Assemblea Nazionale, Olivier Marleix.

Il nostro numeroso gruppo all’Assemblea Nazionale sarà fermo ma costruttivo, avendo come unica bussola l’interesse della Francia e dei francesi“. Ha parlato così, commentando a caldo il discorso di Macron, il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella. “Per la prima volta – ha poi osservato Bardella su Twitter – l’arroganza di Macron segna il passo: questo cambiamento viene dal popolo, che lo ha fatto diventare presidente in minoranza“.

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