Nadia Toffa oggi avrebbe compiuto 42 anni. Da Taranto alla Terra dei Fuochi, una vita per la verità

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Nadia Toffa oggi avrebbe compiuto 42 anni. E noi vorremmo farle gli auguri, come se fosse qui. Perché in effetti ancora c’è. Il suo impegno e le sue battaglie, quelle per cui ha speso tutta la sua vita di donna e giornalista, sono più vive che mai, ancora tutte da combattere perché la vittoria è lontana. Nadia Toffa, volto del programma “Le Iene”, è scomparsa il 13 agosto 2019. Fino alla sua morte ha continuato a raccontare la sua malattia, in tv, sui social e in un libro, “Fiorire d’inverno”. In un’ultima intervista ha voluto dare a tutti i telespettatori, parlando direttamente alla telecamera di “Verissimo”, un grande messaggio: “Non mollate mai che non siete soli”. (Continua a leggere dopo la foto)

E qui non si deve mollare infatti. A Nadia Toffa, e non è un caso, è stata assegnata la cittadinanza onoraria di Taranto proprio per i suoi servizi televisivi sull’inquinamento in città dovuti all’Ilva e alla malagestione. Chissà cosa avrebbe detto oggi dopo la sentenza di primo grado che ha condannato a più di 20 anni gli ex proprietari, i Riva. E cosa avrebbe detto dei bei progetti di bonifica che – 5 Stelle in testa – si sono rimangiati. Lei che aveva incontrato i cittadini, le famiglie e i bambini e che aveva raccontato le loro storie, dando voce ai più deboli. (Continua a leggere dopo la foto)

Da Taranto alla Terra dei Fuochi. Per anni Nadia Toffa si è occupata della Terra dei Fuochi, una vasta area tra Napoli e Caserta dove sono stati interrati rifiuti tossici e speciali (con un impatto devastante sulla salute dell’uomo): lì è stata al fianco delle mamme della Terra dei Fuochi che chiedevano verità, giustizia e più controlli. Un’altra battaglia che si deve continuare a combattere. (Continua a leggere dopo la foto)

Poi i servizi sull’anoressia e quelli sui bambini in vendita. Nel 2018 si è aggiudicata il Premio giornalistico internazionale “Marco Luchetta” per l’inchiesta sul giro di prostituzione minorile vicino allo stadio San Nicola di Bari dove è stato documentato, telecamera alla mano, un giro di bambini disposti ogni giorno a prostituirsi per pochi spiccioli. Di lei si segnalano anche importanti inchieste sulle truffe ai danni del servizio sanitario nazionale e sulle slot machine. (Continua a leggere dopo la foto)

E poi c’è l’ultima battaglia, quella più dura: la battaglia per la vita. Contro il cancro. A gennaio 2017 il primo malore, in un albergo di Trieste: trasferita in elisoccorso al San Raffaele di Milano, inizia a fare i primi accertamenti. Due mesi dopo torna dietro al bancone delle Iene e racconta di avere il cancro, scoperto proprio dopo lo svenimento. Da quel momento comincia un’altra vita. Ma Nadia è ancora qui.

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