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“Orizzonte Europa”, i ricercatori svizzeri saranno penalizzati

SVIZZERA

14.07.2021 – 10:46

L’Unione europea considera la Svizzera un “Paese terzo non associato”

La partecipazione a singoli progetti del programma di ricerca non sarà più possibile. Per cambiare la situazione, Berna dovrebbe sbloccare il miliardo di coesione.

BERNA – Per tutti i bandi del 2021 inerenti il programma di ricerca dell’Ue “Orizzonte Europa” e relativi programmi e iniziative, e fino a nuovo ordine, la Svizzera godrà solo dello statuto di Paese terzo non associato.

Ciò significa che i ricercatori attivi in Svizzera possono sì partecipare a tali programmi, ma in misura limitata. Per cambiare la situazione, Berna dovrebbe sbloccare il miliardo di coesione.

Lo ha comunicato il 12 luglio la Commissione europea, indica una nota odierna della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI). Anche in questa modalità, i ricercatori in Svizzera possono partecipare ai concorsi, seppur in misura limitata, e ottenere un finanziamento diretto da parte della Confederazione.

In linea di principio, tuttavia, non è più possibile partecipare a progetti singoli, in particolare nell’ambito di futuri bandi del Consiglio europeo della ricerca, delle Azioni Marie Skłodowska-Curie e del Consiglio europeo dell’innovazione.

Nel programma quadro di ricerca e innovazione “Orizzonte Europa”, ricorda la SEFRI secondo cui obiettivo del governo rimane la piena adesione, sono previste due modalità di partecipazione per gli Stati non membri dell’Ue: in qualità di Paesi terzi associati oppure di Paesi terzi non associati.

Paga la Confederazione – Anche in questa modalità i ricercatori svizzeri possono partecipare a “Orizzonte Europa” e candidarsi per le componenti del programma e gli strumenti di finanziamento aperti a loro. Di norma, però, non ricevono dalla Commissione europea un finanziamento per i costi di progetto. In tal caso il finanziamento è erogato dalla SEFRI ogni volta che è ammessa una partecipazione.

Il Parlamento ha già approvato il finanziamento della partecipazione elvetica per un importo di 6,15 miliardi di franchi, così come la possibilità di un finanziamento diretto ai ricercatori svizzeri.

No a progetti singoli – I ricercatori in Svizzera sono al momento banditi dalla partecipazione a progetti singoli (Consiglio europeo della ricerca, Azioni Marie Skłodowska-Curie, Consiglio europeo dell’innovazione) ad eccezione dei bandi già chiusi “ERC Starting Grants” e “ERC Consolidator Grants”: la Commissione europea valuterà le proposte di progetto presentate dai ricercatori attivi in istituzioni svizzere ospitanti sulla base della portabilità di questi finanziamenti (grants). In caso di valutazione positiva, la SEFRI propone di finanziare direttamente i ricercatori in Svizzera.

Per tutti i bandi del 2021 che non danno a ricercatori e innovatori in Svizzera una possibilità di candidatura/valutazione, la SEFRI sta preparando proposte di misure transitorie adeguate nel quadro del processo creditizio della Confederazione (preventivo). Se necessario, il Consiglio federale si occuperà a tempo debito anche di misure sostitutive a lungo termine.

Obiettivo: piena associazione – L’obiettivo del Consiglio federale rimane sempre la piena associazione al programma “Orizzonte Europa”, «ma al momento non sono in corso negoziati tra la Svizzera e l’Unione europea».

Per quanto riguarda la futura associazione della Svizzera, Bruxelles pone come condizioni il versamento del secondo contributo all’allargamento (1,3 miliardi di franchi su dieci anni, n.d.r) e la stipula di uno “Specific Agreement” che disciplini la partecipazione della Svizzera ai programmi dell’UE ed è già citato nel mandato negoziale della Svizzera.

Per la Commissione europea, inoltre, la ripresa delle trattative va inquadrata nel contesto delle relazioni globali tra la Svizzera e l’Europa.

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