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“Quelli che mi odiano sono gli stessi che che tifano per il ddl Zan”

Prima è stata la task force anti fake news sul Covid, poi il disegno di legge Zan, infine le perquisizioni nelle case per un tweet: in Italia l’asticella della censura sta alzandosi verso pericolose derive liberticide. Due dei protagonisti di queste prove tecniche di bavaglio sono il professor Marco Gervasoni (storico, già direttore scientifico della Fondazione Craxi, insegna Storia contemporanea all’Università del Molise) e Francesca Totolo (collaboratrice del Primato Nazionale).

L’accusa è quella di vilipendio al Capo dello Stato: ha mai offeso il Presidente della Repubblica Mattarella?

Sono completamente estranea ai fatti. Non ho mai pubblicato sui social network commenti ingiuriosi nei confronti del Presidente Mattarella. Basta leggere i mei post che sono ancora disponibili su Twitter. Se chiedere al Presidente della Repubblica democratiche elezioni e di esprimersi su determinate tematiche è vilipendio, ho sottostimato la democrazia della nostra Nazione.

Secondo lei, si cerca di intimidire chi non è appiattito sulle posizioni del politicamente corretto?

Quello che è successo è stato un monito. Colpire due persone stimate e seguite, come me e Marco Gervasoni, è un segnale forte verso chi non si è ancora allineato al pensiero unico che, da tempo, l’establishment sta cercando di imporre. Il fatto che siano trapelati dalla procura soltanto i nostri due nomi, e non quelli degli altri nove indagati, è chiarificatore dell’obiettivo che si voleva raggiungere.


Chi è che fa sponda a questo gioco?

Dal dopoguerra in poi, seguendo l’ideologia gramsciana, la sinistra ha sistematicamente occupato tutti i posti di potere, dalla magistratura all’informazione, passando per la scuola e l’università. Per questo motivo, la sponda è molto ampia e ben organizzata.


Aria di regime, dunque, o è una valutazione esagerata?

L’aria di regime si respira da tempo ed è diventata ancor più pesante nell’ultimo anno. I responsabili di questa nuova forma di totalitarismo hanno la percezione che tutto gli stia sfuggendo di mano e, per questo motivo, stanno cercando di correre ai ripari, non considerando però che alcune operazioni potrebbero essere un boomerang. Al loro scopo, non servirà nemmeno la goffa intimidazione delle persone che contestano questa orwelliana “Fattoria degli animali”. Il loro sbaglio più grande è stato quello di ritenere gli italiani degli “analfabeti funzionali”.


Ha la sensazione di stare dentro il 1984 raccontato da George Orwell?

Lessi per la prima volta 1984 al liceo, ma mai avrei immaginato di trovarmici dentro, come una delle protagoniste. Pensa come vuoi ma pensa come noi. È questo ciò a cui il potere precostituito sta aspirando. Task force governative contro le fake news e contro l’odio sono gli strumenti per imporre il pensiero unico e per sopraffare gli italiani.


Bisognerebbe perquisire la casa di chi insulta la Meloni quotidianamente, o chi minaccia di morte Salvini?

Certamente, usando lo stesso parametro di giudizio. Anche io stessa sono stata insultata e minacciata di morte. Fa sorridere che molti dei miei “hater” siano gli stessi che affermano di essere umani, che si fanno promotori del Ddl Zan e che si commuovono quando ascoltano i discorsi del Presidente Mattarella.


Quando Silvio Berlusconi era al governo dissero e scrissero qualunque cosa nei suoi confronti ma non ci furono retate o incursioni in redazioni di sinistra: c’è doppiopesismo nell’operato della magistratura?

Il doppiopesismo di una parte considerevole dei magistrati è perfettamente documentato dal caso Palamara, ex membro del Consiglio superiore della magistratura. Sono certa che, come è stato per Silvio Berlusconi, tutta la vicenda che mi riguarda si scioglierà come neve al sole.

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