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Spara su quattro ragazzi fuori al bar, in due rischiano la vita: aveva già ucciso il suocero a 20 anni

Poco prima della mezzanotte è arrivato fuori al bar di Qualiano affollato di giovani che trascorrevano il sabato sera in tranquillità. Ha tirato fuori la pistola che aveva appena sottratto a un vigilante e ha iniziato a sparare: sei colpi, di cui quattro sono arrivati a segno, ferendo altrettanti bersagli: due in modo lieve, due vittime vengono raggiunte invece al torace e all’addome, e sono ora ricoverate in ospedale in pericolo di vita. Una serata che poteva trasformarsi in una strage. Il responsabile si è dileguato tra la folla cercando rifugio a casa della mamma. Ed è lì che è stato rintracciato dai carabinieri e fermato.

Secondo quanto ricostruito dall’Ansa i tratta di un pregiudicato, Marco Bevilacqua, 37 anni, nato a Torre Annunziata, con una lunga lista di precedenti: droga, rapina, estorsione e soprattutto l’omicidio del suocero, commesso quando aveva 20 anni. Bevilacqua, che è accusato di tentato omicidio plurimo, rapina aggravata, porto e detenzione abusiva d’arma, dovrà comparire domani o martedì mattina – con il suo legale di fiducia, Nunzio Mallardo – davanti al gip per l’udienza di convalida del fermo.

Nel 2006, a 20 anni, Bevilacqua fu arrestato per l’omicidio del suocero, avvenuto il 24 gennaio di quell’anno a Scafati (Salerno) al culmine di una lite. Nel 2008 la Corte d’Assise d’Appello di Salerno, confermando la condanna di primo grado, stabilì che dovesse scontare 14 anni e 4 mesi di reclusione. Già nel 2016 però era fuori, in libertà vigilata. I carabinieri lo bloccarono dopo un inseguimento di dieci chilometri: era senza patente alla guida di un’auto priva di assicurazione.

Il movente del folle gesto è ancora poco chiaro. Dal fermato, condotto nel carcere di Poggioreale, non è arrivato alcun elemento utile: l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al pm Giuseppe Vitolo, della procura di Napoli Nord. La prima ipotesi però è quella della vendetta per una lite avvenuta nei giorni precedenti tra Bevilacqua e alcuni dei feriti. Secondo quanto riportato dall’Agi, due delle vittime, Michele e Nicola di Palma sono fratelli e figli di un pregiudicato ritenuto vicino al clan De Rosa, che è egemone in tutta Qualiano. Marco Bevilacqua, anche lui di Qualiano, era stato nella sede del comune la scorsa settimana: voleva il sussidio.

I carabinieri della compagnia di Giugliano, insieme ai colleghi della stazione di Qualiano, hanno ricostruito nei dettagli la dinamica dell’accaduto. Il raid ha inizio quando Bevilacqua avvicina un vigilantes in servizio in un distributore di carburanti, sempre a Qualiano. Lo minaccia con un coltello e si fa consegnare la pistola. Poi sceglie un mezzo quantomeno singolare per giungere sul luogo della sparatoria, una bici elettrica. Si ferma in via Fratelli Rosselli, sul marciapiede all’esterno del bar Nirvana Spritz, e spara più volte. Panico tra i tanti giovani presenti all’esterno e nel locale, il cui titolare, pensa a una rapina.

L’assalitore fugge, accorrono i carabinieri e vengono soccorsi i quattro giovanissimi rimasti feriti. Ricoverati in ospedale in pericolo di vita sono Michele Di Palma, che ha compiuto 18 anni lo scorso 26 maggio, e Castrese D’Alterio, anche lui 18enne. Gli altri due feriti sono Nicola Di Palma, 19 anni, fratello di Michele, operato in ospedale e ricoverato in osservazione, e Bernardo Falco, 18 anni, medicato e dimesso. Il sindaco di Qualiano, Raffaele De Leonardis, parla di “comunità sconvolta” per quanto accaduto in una zona particolarmente affollata il sabato sera.

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