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Trump sta tornando

L’ex presidente ha partecipato a un summit a Washington, per la prima volta dopo Capitol Hill

WASHINGTON – Donald Trump torna a Washington. In attesa di una sua candidatura ufficiale per le elezioni del 2024, che sembra ormai solo una questione di tempo, l’ex presidente punta a rilanciare la sua agenda ultra conservatrice a 18 mesi dopo l’assalto a Capitol Hill e a meno di una settimana dall’udienza della commissione speciale della Camera che ha dimostrato come abbia volutamente evitato per ore di intervenire per placare la rivolta.

Un ritorno nella capitale, dopo l’uscita di scena in disgrazia, dove ha dato appuntamento nella sede di un think tank fondato dai suoi fedelissimi e assai poco gradito a Joe Biden che ha colto l’occasione per attaccare Trump, come mai prima d’ora, accusandolo di non aver avuto il coraggio di fermare “l’Inferno medievale” scatenatosi il 6 gennaio del 2021.

Il tycoon ha scelto il summit organizzato dall’American First Policy Institute, un’organizzazione creata da un manipolo di suoi sodali all’inizio del 2020. Diretta da Brooke Collins, all’epoca consigliera per la politica interna della Casa Bianca, il cuore dell’organizzazione è costituito da tutti gli uomini, e le donne, dell’ex presidente: Larry Kudlow e Robert O’Brien, rispettivamente consigliere economico e consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, ma ci sono anche Ivanka Trump, Kellyanne Conway e Russ Vought.

Prima della disfatta elettorale questo gruppo ristretto aveva anche scritto un documento, ‘Vision 2025’, nel quale si delineavano le dieci priorità di un nuovo mandato in linea con l’agenda Maga, ‘Make american great again’. Oggi l’istituto dichiara un budget di 25 milioni di dollari, oltre 150 dipendenti, inclusi 17 ex top advisors di Trump, e ha al suo interno almeno 22 organizzazioni più piccole che si occupano di argomenti tanto specifici quanto vaghi come ‘trasparenza dei media’ o ‘integrità elettorale’. In sintesi, una ‘Casa Bianca ombra’, un’amministrazione già confezionata e pronta ad entrare in carica o quantomeno a mettere in moto la macchina elettorale.

Un piccolo esercito di Donald che comincia a intimorire anche l’attuale inquilino del numero 1600 di Pennsylvania Avenue, nonostante continui ad ostentare sicurezza di fronte alla possibilità di affrontarlo di nuovo alle prossime presidenziali. Nelle ultime settimane Biden ha intensificato gli attacchi contro il suo ex avversario utilizzando anche Twitter, il social media una volta prediletto dallo stesso Trump per scoccare frecce contro i suoi avversari.

“Lo sconfitto ex presidente ha guardato ciò che stava accadendo per tre ore, comodamente seduto nella sala da pranzo accanto allo Studio Ovale, mentre agenti coraggiosi subivano un inferno medievale, grondanti sangue, circondati da una carneficina”, è stata l’ultima dura accusa del presidente degli Stati Uniti che ha colto la palla al balzo dell’ultima udienza sul 6 gennaio della commissione speciale della Camera nella quale è stato dimostrato che Trump ha rifiutato per 187 minuti di intervenire per arginare l’assalto nonostante le suppliche dei suoi consiglieri più vicini, tra i quali la figlia Ivanka.

“A Donald Trump è mancato il coraggio di agire”, ha tuonato ancora Biden. “Uomini e donne in uniforme sono stati attaccati da una folla aizzata dalle bugie del presidente sconfitto. Il 6 gennaio gli agenti sono stati eroi, Donald Trump non ha avuto la spina dorsale”. “Non puoi essere a favore dell’insurrezione e favore della polizia. Non puoi essere a favore dell’insurrezione e favore dell’America”, ha insistito Biden in un messaggio volutamente pubblicato alla vigilia del ritorno di Trump nella capitale americana. Si tratta degli attacchi più duri sferrati dal presidente contro il suo predecessore, segno che la campagna elettorale per il 2024 è già iniziata.

I sostenitori presenti lo hanno accolto con una standing ovation, un lunghissimo applauso al grido di “Usa, Usa”. “Il nostro Paese è stato umiliato in tutti gli scenari internazionali e il sogno americano è stato fatto a pezzi”, ha attaccato ancora.

L’ex presidente ha ripercorso le tappe principali della sua amministrazione sottolineando in particolare “l’assenza di inflazione, il controllo dell’immigrazione e il rispetto internazionale”.

Non c’è priorità più alta che ristabilire la legge e l’ordine negli Stati Uniti. Con i democratici al governo i criminali hanno avuto la strada spianata, non c’è mai stato un periodo come questo. Ogni giorno ci sono accoltellamenti, stupri, aggressioni e i genitori hanno paura che i loro figli vengano uccisi a scuola”, ha proseguito Trump.

“Non c’è rispetto per la legge e non c’è ordine”, ha sottolineato l’ex presidente ripetendo più volte le parole ‘law and order’. “Tutto ciò deve finire e deve finire adesso”, ha detto.

“L’inflazione è al suo livello più alto negli ultimi 49 anni, i prezzi della benzina sono alle stelle. Siamo diventati una nazione di mendicanti, che striscia per chiedere l’energia agli altri”, ha aggiunto.

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