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Yogurt o kefir, cosa è meglio? Le analogie e le differenze spiegate dalla nutrizionista

yogurt

Yogurt o kefir, kefir o yogurt è questo il problema. In realtà no perché i due prodotti per quanto diversi sono entrambi benefici, e soddisfano rispettivamente diverse esigenze personali. A spiegarlo è Giulia Temponi, nutrizionista, che descrivendo le caratteristiche nutrizionali di entrambi fa luce sulle differenze e le analogie dei due derivati del latte che, tuttavia, possono essere assunti anche da chi è intollerante al lattosio. Questo è solo uno dei punti che accomuna kefir e yogurt.

Giulia partiamo dalle analogie dei due prodotti, quali sono?
“Entrambi derivano dal latte, si realizzano cioè dalla fermentazione del latte vaccino, ma entrambi vanno bene anche per chi è intollerante al lattosio. Questo perché hanno una carica di lattosio bassa che può essere sopportata anche in presenza di intolleranza. Anche il sapore non è poi così diverso. Per il resto sono quasi imparagonabili per quanto diversi”.

Quali sono le differenze?
“Innanzitutto la consistenza. Quella dello yogurt è più densa, viene scelto infatti per fare delle creme, mentre il kefir è più liquido quindi viene utilizzato maggiormente come base per frullati. Poi anche nella composizione e quindi nei valori nutrizionali.
Lo yogurt è ricco di proteine ma ha meno probiotici; il kefir, al contrario, è più carente di proteine ma è ricco di probiotici”.

A cosa servono i probiotici?
“L’intestino quando sta bene è in uno stato di eubiosi, quindi di benessere, quando questo stato viene alterato e si passa in disbiosi intestinale, quindi c’è un’alterazione della flora batterica, il kefir aiuta a ristabilirla grazie alla presenza di molti probiotici che rimangono nell’intestino più a lungo. Lo yogurt invece di fermenti lattici vivi ne contiene solo due ceppi, fermenta infatti da due batteri lo Streptococcus thermopiles e il Lactobacillus bulgaricus che non sono probiotici e ha molte caseine”.

Queste differenze come influenzano le scelte di un nutrizionista nel momento in cui scrive una dieta per il paziente?
“Il kefir ristabilisce la funzionalità intestinale essendo ricco di probiotici che restano nell’intestino e ricostruiscono la flora batterica. Lo yogurt essendo più proteico è meglio per uno sportivo che ha più bisogno di proteine. Quindi se il paziente ha un intestino in salute e fa molto sport si predilige lo yogurt in caso contrario, il kefir. Anche se poi tutto è relativo perché il kefir può essere integrato con un apporto proteico”.

Per esempio?
“Quello che consiglio io è di comprare sempre il prodotto base, quindi yogurt o kefir bianco. Poi di arricchirlo da soli cosicché non c’è alcuno sbilanciamento in seguito all’integrazione. Mi spiego meglio: quelli che si trovano in commercio sono prodotti potenzialmente già zuccherati (perché aromatizzati) se poi noi ci aggiungiamo miele e noci (quindi zuccheri e grassi) ci sarà un eccesso di zuccheri. Invece se si compra il prodotto “grezzo” lo si arricchisce con la quantità giusta di zuccheri e grassi buoni come la frutta secca, il risultato finale è più bilanciato e c’è armonia tra le quantità di proteine, carboidrati e grassi. Oltre anche la scelta che è più varia e quindi meno noiosa”.

Qualche idea su come arricchire sia il kefir che lo yogurt?
“Lo yogurt greco potrebbe essere addizionato con un cucchiaino di miele e delle noci. Il kefir potrebbe essere integrato o con delle proteine in polvere per colmare la lacuna proteica oppure se non serve ai fini di allenamento si potrebbero aggiungere dei frutti rossi e poi frullare, viene così uno smoothie molto gustoso. A questo poi si potrebbe aggiungere della frutta secca a parte, certo non frullata. C’è chi lo fa, ma non è il massimo avere granella nel frullato. Poi sono gusti”.

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